Laudato Si’ Challenge, l’incubatore tecnologico del Vaticano contro il cambiamento climatico

Oggi chi guarda alla Chiesa Cattolica come a un luogo medievale di superstizione e rifiuto della scienza, potrebbe avere una grossa sorpresa. Papa Francesco il mese scorso ha incontrato Donald Trump, ve lo ricorderete senz’altro dalle foto in cui il Pontefice esibiva la più seria delle facce, in contrasto col sorriso a 78 denti del Presidente USA.

 

La famiglia Trump e Papa Francesco – Foto © Reuters/A. Tarantino

 

In quell’occasione, il Papa ha dato a Trump la sua lettera enciclica del 2015, intitolata Laudato si’, sulla cura della casa comune, che potete leggere interamente sul sito e che mostra la preoccupazione vaticana per il pianeta, l’ecosistema, il riscaldamento globale, la perdita di biodiversità, la carenza di acqua, l’inquinamento e l’inequità globale. Temi caldissimi che storicamente non hanno avuto spesso la priorità nelle agende papali e che invece oggi sembrano tornate fortemente in auge.

Il Vaticano infatti dispone di un acceleratore tecnologico, un incubatore d’impresa chiamato come l’enciclica, Laudato Si’ Challenge, che si occuperà di lanciare startup risolvano sostenibilmente il problema del cambiamento climatico, da qui al 2030.

Verranno selezionate aziende che stanno facendo grandi passi avanti nell’innovazione sostenibile, che riceveranno 100.000 $ dall’acceleratore tecnologico, in cambio di investimenti dal 6 all’8 % nel progetto e nell’istruzione per mezzo di tutor. Le compagnie saranno istruite per 4 mesi a distanza, poi si recheranno a Roma per due mesi, per lavorare a stretto contatto con le altre startup.

Il culmine del progetto sarà il Demo Day, che secondo la tradizione degli incubatori d’impresa, presenterà le compagnie al pubblico, nella sede della Pontificia Accademia delle Scienze.

 

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Gli obiettivi di questo investimento sono molteplici:

  • Trasformare il nostro sistema energetico, che causa i 2/3 dell’inquinamento prodotto dall’uomo sotto forma di gas
  • Immaginare nuovi modi per rendere il cibo più sicuro, meno inquinante e alla portata di tutti, dal momento che 793 milioni di persone sono denutrite
  • Aumentare la quantità di acqua potabile disponibile alle 663 milioni di persone che non ne hanno accesso
  • Reinventare le comunità urbane per evitare che nel 2050, il 70% della popolazione mondiale affolli le città
  • Minimizzare la sofferenza umana causata dalle migrazioni forzate, che interessano 200 milioni di profughi nel mondo
  • Proteggere l’ecosistema e favorire la biodiversità, che oggi porta introiti per 33 trilioni di dollari e che subirà un decremento del 25% nel 2050
  • Ridisegnare le industrie per un’economia per limitare le emissioni di CO2

Obiettivi che dovrebbero essere priorità assoluta dei governi di tutto il mondo. Il Vaticano ha infatti definito “uno schiaffo in faccia” la decisione di Donald Trump di non partecipare all’Accordo di Parigi.

Se avete una startup con idee ben precise su come far fronte alle problematiche ambientali descritte poc’anzi, potete inoltrare la domanda sul sito ufficiale di Laudato Si’ Challenge.

 

Simone Stefanini

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