Oggi compirebbe 55 anni Moana Pozzi, il sogno proibito degli italiani negli anni ’80

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L’ultima notte che resto con te, e poi domani tu vai via da me, non tornerai lo sento.

Così cantava Moana Pozzi nel 1989, 5 anni prima di morire misteriosamente a Lione, il 15 settembre del 1994, mettendo fine al sogno e alla liberazione sessuale di migliaia d’italiani. Moana, la pornostar signora, quella che dava i voti a letto ai politici e la prima donna ad essere presenza fissa in televisione tutta nuda, nacque il 27 aprile del 1961 e oggi compirebbe 55 anni.

 

 

Come sarebbe stata oggi Moana? Francamente non ce la vediamo a cercare le telecamere come una stella caduta dal dorato mondo della notorietà, a fare comparsate dalla D’Urso o da Giletti. Forse, alla fine, lei che è stata una delle più grandi icone della Prima Repubblica, si sarebbe accompagnata a un uomo potente e sarebbe sparita dalla vita pubblica. Oppure avrebbe fondato il suo partito, proprio come fece nel 1991 col Partito dell’Amore.

 

 

La politica è stata proprio il secondo amore di Moana. Nel suo libro La filosofia di Moana, la diva parlò a ruota libera dei rapporti intrattenuti con i vip dell’epoca, tra cui spiccavano Beppe Grillo (voto 7-) e Bettino Craxi, col quale ebbe una relazione di 8 mesi.

 

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Moana ha iniziato la carriera di pornostar nel 1982, con lo pseudonimo di Linda Heveret in Valentina, ragazza in calore

 

 

Ma il vero successo in quel settore arriva con alcune pellicole a luci rosse che tutti i ragazzi dell’epoca hanno visto almeno una volta e che sono diventati l’educazione sessuale di un’intera generazione: Fantastica Moana, Moana bella di giorno e il mitico Cicciolina e Moana ai mondiali, in cui le due si danno da fare coi sosia dei calciatori di Italia 90.

 

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Con Cicciolina ha avuto un rapporto conflittuale, ma Ilona Staller ci ha assicurato che non sono mai state nemiche, che c’è sempre stato un grandissimo rispetto, fino al giorno della morte. C’è stato anche un incontro segreto, durante la malattia di Moana, che Ilona ci ha raccontato nella nostra intervista esclusiva.

 

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Nel 1988 andò in onda su Italia Uno un programma delirante, L’araba fenice (scritto da Antonio Ricci) presentato da Mazouz M’Barek in cui la nostra eroina era la titolare di una rubrica, L’angolo della vergogna, in cui, completamente nuda, raccontava quanto le malefatte politiche e istituzionali di alcuni personaggi loschi fossero ben più oscene del suo onorato mestiere.

 

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La bellissima Moana ha ricevuto negli anni un bel po’ di tributi. Mitico quello di Sabina Guzzanti alla trasmissione Avanzi, su Rai Tre, che evidenzia il fare da maestrina della pornodiva, di certo un carattere forte, emancipato e unico rispetto alle sue altre colleghe.

 

 

Ben meno entusiasmante, la fiction di Sky del 2009 che riguarda la vita di Moana, interpretata per l’occasione da Violante Placido.

 

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Moana non è stata solo un personaggio, è stata un vento che per pochi anni ha spazzato il perbenismo del nostro paese vaticanocentrico mostrando che la donna poteva godere come e più dell’uomo, che poteva prendere in mano il gioco e dettare le regole.

Una donna bellissima che in un universo parallelo avrebbe potuto essere tutto ciò che voleva, ma che in questo ha deciso di dare tutta se stessa per il piacere, fino ad andarsene in punta di piedi, lasciando un alone di perversa santità. Noi, orfani della sua persona, abbiamo perso una stella polare e ci perdiamo nel mare nero dell’internet, in cui ogni cosa va maneggiata con cautela, che in attimo può diventare pornografia.

 

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Simone Stefanini

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