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L’ostia e il vino take away, per fare la comunione dove ti pare

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Talvolta capitano cose che la mente umana mal riesce a capire e che hanno bisogno di anni per essere comprese appieno. La maggior parte di voi sarà andata a catechismo e quindi già avrà un’infarinatura sui sacramenti, tipo la Comunione, in cui si mangia l’ostia consacrata, che rappresenta il corpo di Gesù e (eventualmente) si bevono il vino o il succo d’uva, che equivalgono al sangue del Cristo.

Uno snack da campioni, che tira su il morale e ferma l’appetito, e che nella religione cattolica significa la ricezione dello Spirito Santo.

 

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C’è un però: la religione cristiana è fondata sui misteri più di X Files, il mistero della fede, quello della Trinità, quello del concepimento virginale (che ironia della sorte non è troppo lontano dalla concezione di utero in affitto di cui tanto si parla in queste settimane). Oggi però sembra che anche i cattolici più intransigenti possano aprirsi al futuro con questo bel packaging contenente un’ostia e un po’ di succo d’uva take away, per assaggiare il Cristo un po’ dove vi pare. Lo produce la Celebrate Communion, che ha anche un sito in cui poter ordinare questo paradisiaco spuntino. Ci sono addirittura le ostie senza glutine, così se siete allergici al Cristo col glutine potete far merenda senza paura di finire al pronto soccorso (ma poi in Paradiso, a meno che durante il tracollo non abbiate bestemmiato).

 

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Al Christian Supermarket (il Lidl del cristianesimo) c’è anche la confezione da 100 shottini dell’Altissimo. Si stappa la confezione, si prende l’ostia e si inzuppa nel succo d’uva, poi si deglutisce pensando al Signore con la S maiuscola.

 

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Su Imgur invece gira l’immagine di un blister ancora più piccolo, con l’ostia compressa come fosse il banale chewing gum dei ragazzi ribelli e non l’aperitivo al sapore di Gesù.

 

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Una botta e via, nel regno dei Cieli. Certo, io ricordo che prima di fare la comunione usava confessarsi, al fine di purificarsi dai peccati commessi. Com’era difficile parlare col prete delle ragazze.

Quindi niente, se siete in un parco, in pausa dal lavoro, in fila alle Poste e sentite l’esigenza di prendere a morsi il Golden Boy di Nazareth, prima assicuratevi d’aver parlato degli affari vostri con qualcuno, al fine di evitare le fiamme eterne. Che poi, a dirla tutta, perché mai per idolatrare qualcuno bisogna anche mangiarlo?

Simone Stefanini

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