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A Padova hanno vietato tutto

Che a Padova qualcosa non girasse nel verso giusto l’avevamo già intuito qualche mese fa, quando l’assessore alla sicurezza Maurizio Saia (decenni di militanza nel Movimento Sociale e in Alleanza Nazionale) si scagliò contro il festival musicale Radar muovendo accuse senza senso e pure infondate, tra cui quella di avere sedie non sicure (non c’erano sedie nell’allestimento) e volumi troppo alti all’aperto, in una serata in cui il festival si svolgeva al chiuso.

Era ovvio che l’assessore Saia non si sarebbe fermato e oggi, in accordo con il sindaco Massimo Bitonci (Lega Nord), presenta con orgoglio le sue nuove mosse, che si possono riassumere facilmente: a Padova è vietato fare qualsiasi cosa. L’obiettivo dichiarato è quello di contrastare il degrado, identificato dall’assessore con questuanti ed extracomunitari. Il mezzo per raggiungere l’obiettivo è una delibera in cui vengono elencate decine di divieti e relative multe (da 25 a 500 euro), con l’ovvia conseguenza di far sembrare tutto un enorme paradosso.

Il divieto che salta maggiormente all’occhio è probabilmente quello che recita: “È vietato sedersi o sdraiarsi per terra, ed anche sdraiarsi sulle panchine o utilizzarle in modo improprio”. Al di là dell’ovvia considerazione sul senso dell’aggettivo improprio, va rilevata la follia di voler impedire alle persone di sedersi per terra. Si attende ulteriore delibera con assegnazione dei posti a sedere, stile cinema.

In seconda posizione troviamo il divieto di “trasporto, senza giustificato motivo, di mercanzia in grandi sacchi di plastica, borsoni o con altri analoghi contenitori”. Occhio, quindi: se andate all’IKEA lasciate a casa la borsa blu di plastica e dividete tutto in piccoli e innocui pacchetti.

Passiamo poi a una questione che sta lacerando le coscienze dell’Occidente tutto: le bici legate ai pali. Da buon assessore alla sicurezza, Saia è convinto che la sua delibera farà crollare le statistiche di furti di biciclette e per questo non ha problemi a dichiarare che “è vietato fissare o appoggiare bici o motorini agli arredi urbani, agli alberi, ai pali, ai monumenti e a altri manufatti pubblici non destinati allo scopo”.

Espressamente dedicate ai cittadini extracomunitari le norme che vietano di dormire sul posto di lavoro “in modo promiscuo” (che bella parola democristiana) o di sovraffollare un appartamento, mentre toccano direttamente gli studenti quelle legate ai festeggiamenti post-laurea. In caso non lo sappiate, Padova è famosa per i trattamenti a base di uova, farina e umiliazioni varie che vengono riservati ai freschi dottori. Questi trattamenti sono accompagnati da un papiro, ovvero un lenzuolone scritto in rima che prende in giro goliardicamente il malcapitato di turno. Ecco, con una combo di divieti, secoli di festeggiamenti tradizionali vengono derubricati a semplice comportamento incivile: “Vietato lordare il suolo pubblico, lanciare uova, farina o altre sostanze che sporcano il suolo, edifici, cose o persone. Vietato affiggere papiri di laurea e ogni altro materiale ai tronchi degli alberi”.

Potremmo andare avanti a lungo, ma il discorso l’avete capito e tutti i divieti li trovate qui. La delibera arriverà in consiglio comunale il 29 settembre per l’approvazione definitva, dopo che la giunta ha già dato l’ok. Prossimi passi: coprifuoco e legge marziale. Siamo fiduciosi, Saia non ci deluderà.

Marco Villa

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