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Per la legge inglese i tweet da ubriachi non valgono

Ore 2 di notte di un qualsiasi weekend: il numero di tweet e/o status deliranti/vendicativi/azzardati/diffamatori aumentano in maniera esponenziale un po’ ovunque nel mondo. Merito (o colpa) dell’alcol, che oltre a far crollare le inibizioni reali, manda a farsi benedire anche quelle virtuali, tanto che esistono numerose app e programmi studiate apposta per impedire agli utenti di usare i social network da ubriachi.

In Inghilterra, però, a quanto pare non c’è più niente da temere, almeno a livello legale. Il procuratore-capo del Regno Unito, infatti, visti i numerosi casi di querela che negli ultimi anni si sono abbattuti su chi si cimentava nel cosiddetto drunk texting, ha distribuito a tutti i suoi sottoposti delle nuove linee guida, affermando che chiunque si risvegli dopo una notte di bagordi e si accorga di avere pubblicato tweet offensivi insultando fidanzata, colleghi, capi o comune senso del pudore è al riparo da qualsiasi conseguenza: gli basterà cancellarlo tempestivamente. Anche l’autorità statale che tutela le vittime si è detta soddisfatta, perché questa nuova regola permetterà ai pubblici ministeri “di concentrarsi sui veri casi di diffamazione, anziché ingolfare la giustizia con migliaia di cause senza importanza”. Non approfittatevene, però!

Marta Blumi Tripodi

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