Per la legge inglese i tweet da ubriachi non valgono

Society
di Marta Blumi Tripodi 20 dicembre 2012 01:12
Per la legge inglese i tweet da ubriachi non valgono

Ore 2 di notte di un qualsiasi weekend: il numero di tweet e/o status deliranti/vendicativi/azzardati/diffamatori aumentano in maniera esponenziale un po’ ovunque nel mondo. Merito (o colpa) dell’alcol, che oltre a far crollare le inibizioni reali, manda a farsi benedire anche quelle virtuali, tanto che esistono numerose app e programmi studiate apposta per impedire agli utenti di usare i social network da ubriachi.

In Inghilterra, però, a quanto pare non c’è più niente da temere, almeno a livello legale. Il procuratore-capo del Regno Unito, infatti, visti i numerosi casi di querela che negli ultimi anni si sono abbattuti su chi si cimentava nel cosiddetto drunk texting, ha distribuito a tutti i suoi sottoposti delle nuove linee guida, affermando che chiunque si risvegli dopo una notte di bagordi e si accorga di avere pubblicato tweet offensivi insultando fidanzata, colleghi, capi o comune senso del pudore è al riparo da qualsiasi conseguenza: gli basterà cancellarlo tempestivamente. Anche l’autorità statale che tutela le vittime si è detta soddisfatta, perché questa nuova regola permetterà ai pubblici ministeri “di concentrarsi sui veri casi di diffamazione, anziché ingolfare la giustizia con migliaia di cause senza importanza”. Non approfittatevene, però!

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