Francesca De Sanctis presidente Ance Roma è una nomina che segna un passaggio importante per l’edilizia della Capitale. Per la prima volta una donna arriva alla guida dei costruttori romani, in una fase in cui Roma fa i conti ogni giorno con cantieri, risorse pubbliche, tempi amministrativi e grandi lavori legati a Pnrr e Giubileo. Amministratrice delegata della De Sanctis Costruzioni Spa, già vicepresidente dell’associazione con delega alle Opere pubbliche, De Sanctis raccoglie il testimone di Antonio Ciucci e resterà in carica fino al 2030.
Il suo mandato parte nel segno della continuità, ma anche con una sfida chiara: rafforzare il peso dei costruttori in una città che cambia sotto pressione, tra infrastrutture, rigenerazione urbana e nuove esigenze sociali.

Dalla De Sanctis Costruzioni alla guida dei costruttori romani
Francesca De Sanctis, 51 anni, arriva alla presidenza di Ance Roma dopo un percorso cresciuto dentro l’impresa e dentro l’associazione. Nessun salto nel vuoto. Alla guida della De Sanctis Costruzioni Spa, ha costruito negli anni un ruolo riconosciuto nel settore delle opere pubbliche, dove l’edilizia romana incontra gare, stazioni appaltanti, uffici, autorizzazioni e cantieri da portare fino in fondo.
Negli ultimi quattro anni è stata vicepresidente con delega alle Opere pubbliche, seguendo da vicino alcuni dei nodi più delicati del comparto: tempi degli affidamenti, gestione dei lavori, rapporti con gli enti pubblici. La sua elezione alla guida dei costruttori edili di Roma e dell’area metropolitana è quindi anche il riconoscimento di un percorso già interno al sistema. De Sanctis eredita un’associazione che negli ultimi anni ha cercato di essere un interlocutore stabile nelle trasformazioni della Capitale, mettendo sul tavolo competenze tecniche e conoscenza diretta del territorio.
Nelle prime dichiarazioni ha indicato una rotta precisa: proseguire il lavoro fatto per rafforzare e rinnovare l’associazione, tenendo alta la rappresentanza delle imprese in una stagione in cui l’edilizia romana è tornata al centro del dibattito pubblico. Resta poi il dato simbolico, tutt’altro che secondario: è la prima donna alla guida di Ance Roma, in un settore ancora segnato da leadership soprattutto maschili.
Fino al 2030, la prova vera tra Giubileo, Pnrr e cantieri
Il mandato di Francesca De Sanctis durerà fino al 2030. Un tempo abbastanza lungo per capire se Roma saprà trasformare la spinta dei finanziamenti in opere visibili, utili e curate anche dopo il taglio del nastro. La nuova presidente ha richiamato il ruolo avuto dall’associazione nelle sfide del Giubileo e del Pnrr, due partite che hanno riportato i cantieri al centro della vita cittadina. Ma non basta aprirli. Bisogna governare tempi, disagi, qualità dei lavori e ricadute sulle imprese.
Negli ultimi mesi Roma ha vissuto una forte pressione sulle infrastrutture, con interventi su viabilità, spazi pubblici, mobilità, riqualificazioni e adeguamenti legati all’arrivo dei pellegrini. In questo quadro Ance Roma rivendica un ruolo non da spettatore, ma da soggetto che conosce da vicino i problemi del settore. De Sanctis ha parlato di un’associazione riconosciuta come interlocutore autorevole, proprio perché radicata nella complessità quotidiana della Capitale. Il punto, nei prossimi anni, sarà evitare che la fine della spinta straordinaria del Pnrr lasci dietro di sé ritardi, pratiche sospese o cantieri senza continuità. Le imprese chiederanno regole chiare, programmazione, pagamenti sostenibili e un rapporto più scorrevole con la pubblica amministrazione.
La presidenza De Sanctis si muoverà su questo terreno, provando a tenere insieme le esigenze del settore e l’interesse pubblico di una città che ha bisogno di infrastrutture più affidabili. Cantieri strategici, rigenerazione urbana e manutenzione del patrimonio esistente saranno il vero banco di prova.
Campidoglio e costruttori, un rapporto da tenere in equilibrio
Dal Campidoglio sono arrivati messaggi che danno la misura del peso politico della nomina. L’assessora capitolina ai Lavori Pubblici Ornella Segnalini ha parlato di “nomina storica”, riconoscendo a De Sanctis competenza, concretezza e determinazione maturate in anni di confronto sul fronte delle opere pubbliche.
Non è solo un augurio di rito. Quelle parole raccontano una relazione già avviata tra amministrazione e imprese, destinata a proseguire da subito. Roma, negli ultimi anni, ha visto moltiplicarsi tavoli, procedure e cronoprogrammi legati ai lavori pubblici, con un obiettivo costante: non perdere fondi e accorciare la distanza tra decisioni e realizzazioni. In questa partita Ance Roma è un interlocutore delicato. Le imprese chiedono certezze, mentre l’amministrazione deve garantire trasparenza, concorrenza e tutela dell’interesse generale. Anche l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia ha sottolineato il peso della sfida, in un settore decisivo per la crescita della città. La trasformazione urbana di Roma passa dalle grandi opere, certo, ma anche da interventi più piccoli e spesso meno visibili: mercati rionali, strade storiche, spazi pubblici, scuole, verde, quartieri periferici.
Il presidente della Camera di commercio di Roma Lorenzo Tagliavanti ha aggiunto un altro elemento, ricordando che l’edilizia è da sempre un settore trainante per Roma e per il Paese. Ha richiamato il cambiamento vissuto dalla città grazie ai fondi del Pnrr, parlando di un percorso ancora da completare nel segno della sostenibilità e del rinnovamento. Per De Sanctis, il rapporto con il Campidoglio sarà quindi un terreno da presidiare con attenzione: collaborazione sì, ma senza rinunciare al ruolo di rappresentanza delle imprese.
Imprenditoria femminile e rappresentanza, il percorso di De Sanctis
La nuova presidente di Ance Roma porta con sé anche un percorso pubblico legato all’imprenditoria femminile. Nel suo caso non è un’etichetta aggiunta all’ultimo momento, ma una parte della sua storia professionale. De Sanctis ha partecipato per UniCredit al progetto di mentoring WomenONboarding, dedicato a professioniste e imprenditrici con alto potenziale di crescita, contribuendo a un lavoro di confronto e scambio tra competenze diverse.
Nel maggio 2026 ha ricevuto il Premio Minerva Anna Maria Mammoliti per l’imprenditoria femminile, dopo altri riconoscimenti come il Premio Donatella Turtura e Roma Capitale delle Donne. Sono segnali di una presenza che va oltre il perimetro dell’associazione di categoria e tocca il tema della rappresentanza nei luoghi in cui si decidono investimenti, carriere e opportunità. Dentro Ance Roma, De Sanctis ha ideato il format “Un caffè con”, lanciato nell’ottobre 2022, un ciclo di incontri tra imprenditori, amministratori, stazioni appaltanti e rappresentanti di aziende private. Una formula semplice, almeno in apparenza, ma utile per mettere allo stesso tavolo soggetti che spesso si parlano solo attraverso atti, protocolli e procedure. In una città come Roma, dove il rapporto tra pubblico e privato può diventare terreno scivoloso oppure occasione di qualità, costruire spazi di confronto ordinati conta molto.
La presidenza De Sanctis dovrà mostrare che rappresentanza femminile e guida del settore non sono due capitoli separati, ma parti dello stesso discorso sul rinnovamento delle imprese. Il dato simbolico resta forte: la prima donna alla guida dei costruttori della Capitale. La verifica, però, arriverà sulle scelte di ogni giorno: tempi dei cantieri, qualità delle opere, rapporto con il lavoro e capacità di leggere una Roma che non può più permettersi di andare avanti solo per emergenze.





