Nel 2025, a Roma e nel resto del Lazio, circa 2.500 coppie straniere hanno deciso di sposarsi nella Capitale e nei dintorni, muovendo un giro d’affari di oltre 150 milioni di euro. A dirlo sono i dati della Borsa del Matrimonio in Italia, che raccontano la corsa del destination wedding in una città sempre più scelta da sposi arrivati dall’estero per dirsi sì tra ville storiche, palazzi del centro e hotel di lusso. Alla base, spiegano gli operatori, ci sono immagine, collegamenti internazionali e una rete dell’accoglienza ormai rodata. E i numeri, a questo punto, contano eccome.
Chi porta il boom: gli sposi che scelgono Roma da Usa, Canada, Nord Europa, India, Australia ed Emirati
A spingere il mercato delle nozze di lusso a Roma sono soprattutto coppie in arrivo da Stati Uniti, Canada, Nord Europa, India, Australia ed Emirati. Secondo gli operatori, si tratta spesso di famiglie molto ricche, ma anche di professionisti e imprenditori pronti a spendere cifre importanti per un matrimonio costruito nei dettagli. Ottorino Duratorre, presidente della Borsa del Matrimonio in Italia, spiega che nel 2025 in Italia i matrimoni di coppie straniere hanno superato quota 15.100, con un fatturato nazionale vicino a 1 miliardo di euro.
In questo quadro, Roma resta stabilmente tra le tre mete più richieste insieme a Costiera Amalfitana e Lago di Como. La città convince per il suo richiamo internazionale, ma anche per un fattore molto concreto: gli aeroporti, che la collegano bene con i principali mercati esteri. Insomma, una scelta simbolica, ma anche molto pratica.
Il conto delle nozze luxury: a Roma si parte da 50 mila euro al giorno per la location e si arriva a 800 mila
Se la spesa media di un matrimonio celebrato in Italia da coppie straniere è attorno ai 61 mila euro, e quella dei matrimoni dei romani si ferma sui 30 mila, nel mondo dei luxury wedding il livello cambia del tutto. Qui, raccontano gli addetti ai lavori, si parte spesso da 500 mila euro e si può arrivare senza fatica a 800 mila euro, con cifre anche più alte.

A pesare, prima di tutto, è la location: per ville storiche, palazzi del centro e terrazze panoramiche, dice Duratorre, si possono spendere anche 50 mila euro al giorno solo per avere gli spazi. Poi si aggiunge tutto il resto, e il conto sale in fretta: allestimenti floreali, abiti, scenografie, catering, musica, intrattenimento, navette private, cadeaux per gli ospiti. Su molte cerimonie, inoltre, resta un riserbo rigidissimo. I wedding planner parlano di contratti con esclusive d’immagine e penali molto alte, chiesti da famiglie note, personaggi dello spettacolo o eredi di grandi patrimoni che vogliono un evento lontano da sguardi indiscreti.
Cinque stelle, ville e terrazze: la macchina che spinge il destination wedding a Roma
Il boom del destination wedding a Roma non riguarda solo la cerimonia. Dietro c’è una filiera ampia, che si allarga ben oltre il giorno del sì. Tra il 2025 e la fine del 2026, secondo le stime citate, in città sono attese 14 nuove aperture di hotel a cinque stelle, per un totale di circa 1.500 camere di alta gamma. Un dato che si lega a un altro numero: la classifica EY Italy Hotel Investment 2025 indica Roma come la città più appetibile per gli investimenti negli hotel 5 stelle, con circa 630 milioni di euro messi in moto.
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L’effetto si vede su tutto l’indotto. Lavorano di più strutture ricettive, catering, trasporti, flower designer, fotografi, service audio e video, security, artigiani, atelier. Dal Convention Bureau fanno notare che il settore coinvolge “un ampio ventaglio di professionisti” e che, proprio per leggere meglio il fenomeno, si sta lavorando a un osservatorio dedicato ai destination wedding di lusso. Un segnale chiaro: non è più una somma di casi isolati, ma un pezzo vero del turismo romano.
Da Santa Francesca Romana all’osservatorio sul settore: così Roma si è presa il mercato globale del sì
Il legame tra Roma e le nozze d’élite viene da lontano. Uno degli episodi simbolo risale al 1949, quando Linda Christian e Tyrone Power si sposarono nella Basilica di Santa Francesca Romana, richiamando curiosi e giornalisti da ogni parte del mondo. Lei indossava un abito delle Sorelle Fontana, e quella cerimonia contribuì a fissare l’immagine della Capitale come sfondo perfetto per un matrimonio da copertina. Da allora il richiamo non si è mai spento, semmai si è allargato.
Oggi Roma intercetta un pubblico internazionale che cerca insieme storia, immagine e servizi di fascia alta. Il dato del +10% circa nel giro d’affari regionale rispetto all’anno prima racconta bene questa crescita. Il romanticismo da solo non basta, ma quando si mettono insieme patrimonio artistico, ospitalità di lusso e collegamenti globali, la città resta una delle piazze più forti del mercato wedding. E adesso prova anche a misurare questo fenomeno con strumenti più stabili e numeri meno occasionali.





