C’è una canzone di Guccini che dice “Settembre è il mese dei ripensamenti, sugli anni e sull’età” e lo stacco delle ferie serve a ragionare molto sul senso di quello che si sta facendo sul lavoro (oltre che sul senso della vita in generale). A cosa serve DAVVERO il mio lavoro? Perché e per chi lo faccio? Fino all’ontologico, di solito dopo un po’ di birrette, “ma a cosa serve, se serve, il graphic design? e se esiste, il buon graphic design, com’è?”
Dev’essere nato da un sentimento del genere il nuovo lavoro di Kenji Nakayama e Christopher Hope, tra Boston e Cambridge (in Massachusetts), dal nome molto didascalico di the Signs for the Homeless project. In pratica viene proposto ai vari senzatetto di poter ridisegnare i vari cartelli con cui chiedono denaro o aiuto o anche solo riassumono la loro visione del mondo, il tutto poi ridisegnato in maniera molto hipster molto vintage molto colorata e -nelle intenzioni- molto catchy (o almeno questo è quello che il progetto, tra le altre cose, vuole indagare).
Funziona?
“è molto difficile capirlo – sostengono Kenji e Christopher – ogni homeless ha una reazione/approccio alla faccenda molto molto personale: alcuni i cartelli li custodiscono gelosamente, altri li perdono dopo averli usati alcuni giorni, alcuni addirittura nemmeno li hanno usati mai”.
Anyway, il risultato complessivo sembra tutto sommato interessante: tanto più che in cambio di un’intervista più foto, i senzatetto ci guadagnano uno sciccoso cartello nuovo e una piccola donazione di 20$.
Giorgia Cardinaletti, affiancata da Carlo Conti e Laura Pausini, ha lanciato un appello forte e…
Era il 1993 quando Andrzej Sapkowski dava vita al primo libro di una saga diventata…
Nonostante le aspettative del pubblico, il ritorno del programma, che ha dominato l'access prime time…
Durante l’esibizione di Levante e Gaia sulle note di "I maschi", storico successo di Gianna…
Con il suo ritorno, Arisa non ha solo incantato con la sua voce, ma ha…
Un dolore insostenibile, quello che accompagna la sua voce mentre racconta la storia del figlio,…