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Cos’è veramente il reddito di cittadinanza del MoVimento 5 Stelle

Reddito di cittadinanza, immagine dal programma del M5S

 

Il reddito di cittadinanza proposto dal MoVimento 5 Stelle è uno slogan, scelto per essere semplice da afferrare, ricordare, votare. Leggendo nel dettaglio si capisce subito che quello che propone il M5S è in realtà un reddito minimo garantito, cioè un concetto totalmente differente da quello del reddito di cittadinanza. Il reddito minimo garantito è un sussidio di disoccupazione che viene versato solo a chi non guadagna abbastanza per essere sopra la soglia di povertà, viene versato interamente a chi non ha reddito e solo in parte a chi ha un reddito troppo basso. Il reddito di cittadinanza è invece una somma di denaro versata a tutti i cittadini di uno stato, indipendentemente da quanto siano ricchi o poveri.

La proposta del M5S prevede un sussidio di circa 780 a euro al mese per chi non ha reddito. A chi ha già un reddito spetterebbe la differenza tra i 780 euro e quanto percepito. Ne avranno diritto i cittadini maggiorenni iscritti ai centri per l’impiego, che dovranno partecipare a progetti “utili per la collettività” organizzati a livello comunale per un massimo di 8 ore alla settimana, partecipare a corsi di riqualificazione e formazione. Si è esclusi da questa forma di sussidio se non si accetta uno dei primi tre lavori che saranno eventualmente offerti dai centri per l’impiego.

 

Un comodo schema trovato su Facebook per capirne di più

 

Il MoVimento 5 Stelle e Luigi Di Maio stanno già frenando l’entusiasmo che loro stessi hanno alimentato, avvertendo che ci vorrà tempo e non sarà facile far diventare realtà quello che hanno promesso. Primo perché in Italia i centri per l’impiego funzionano male, è necessario riorganizzarli. Secondo e più importante motivo perché i costi del  “reddito di cittadinanza” sono stati calcolati tra i 15 e i 30 miliardi di euro all’anno.

 

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Il MoVimento 5 Stelle ha inventato qualcosa? No, ma ha proposto uno strumento giusto ed equo. Oggi in Italia ci sono troppe forme di welfare a tutela del reddito (Cassa integrazione, NASpI, ASpI, mini ASpI ed il REI reddito di inserimento), troppi, troppo diversi e non equilibrati.

Paradossalmente il reddito di base proposto dal M5S è meglio del nome ingannevole che gli è stato dato, perché il reddito di cittadinanza (basic income) potrebbe essere la porta verso l’abisso della povertà: un reddito basso dato a tutti i cittadini da parte di uno stato che tende progressivamente a ritirarsi dalle sue funzioni pubbliche (istruzione, sanità, etc.) lasciandole in mano ai privati. Un incubo per i cittadini, un sogno per gli ultra-libertari alla Gianroberto Casaleggio.

Manuel Urrazza

Scrivo di cose strane / Mi interesso di cose molto strane / Faccio cose stranissime = Curiosità/Geopolitica/VisualArt

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