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Una regista trasforma i tuoi messaggi di sexting in cortometraggi porno

 

Alcuni considerano il sexting – ovvero lo scambio via chat di messaggi allusivi, ricchi di doppi sensi o direttamente un po’ sporcaccioni – come una mancanza di coraggio. È un po’ come se fosse il massimo esempio dell’era digitale in cui viviamo, dove con la tastiera si fa di tutto ma, alla fine, non si arriva mai al dunque. Per molti, invece, sono uno dei modi migliori per dar sfogo alla propria fantasia sessuale ed il pensiero che, per qualsiasi motivo, queste conversazioni possano essere scoperte anche da altri rende il tutto ancora più eccitante.

 

 

La pensa così anche Eileen Yaghoobian, una regista indipendente che ha deciso di dedicare dei piccoli cortometraggi a questo particolare tipo fantasie. Per soli 80 dollari potete inviarle lo screenshoot di una chat con il vostro partner e lei ricambierà con un video della durata di circa 6 minuti dove due o più attori metteranno in scena i vostri messaggi. I video realizzati, poi, vengono caricati sul sito Sendmeyoursexts.com in maniera anonima dove è possibile confrontare il testo originale e la sua rappresentazione filmica.

Il risultato, come potrete immaginare, è un mix di scene trash, filmini soft porno e momenti decisamente più spinti a cui si aggiungono degli effetti grafici piuttosto simpatici e divertenti. Le frasi vengono riportate fedelmente, citando anche errori di battitura o coniugazioni verbali infelici.

 

 

Per quanto sembri solo un progetto stupidino e vagamente hipster, Send me your sexts sottende una riflessione più profonda su come la tecnologia si sia intromessa nel nostro immaginario erotico e su come possa influire nelle relazioni sentimentali.

“Come è facile che una coppia si lasci perché uno dei due ha ignorato i messaggi dell’altro – spiega la regista – allo stesso modo si può considerare il sexting come una vita sessuale inesistente. La tecnologia può rendere tutto evidente o, al contrario, invisibile: i nostri messaggi e le immagini che ci scambiamo vivono dentro questa continua ambiguità tra il reale e la fantasia. Il sexisting è proprio questo: volere al tempo stesso la privacy ma sperare che qualcuno scopra i tuoi segreti”.

 

[via dazeddigital.com]

Sandro Giorello

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