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Underworlds, le fogne delle città nascondono il segreto della salute

L’italiano Carlo Ratti (MIT) è alla guida del progetto Underworlds.

 

Semafori intelligenti, auto che si guidano da sole e internet superveloce ovunque non fanno una smart city. Serve qualcosa in più. E quel “qualcosa” è la miriade di virus e batteri contenuti in tutto ciò che scarichiamo nelle fogne. È il microbioma, una miniera di informazioni biologiche contenute nel nostro organismo – e nei suoi scarti – da cui il progetto Underworlds vuole estrarre dati preziosi per la salute umana.

Underworlds è coordinato da Carlo Ratti, architetto, innovatore e professore del MIT SENSEable City Lab. Gli abbiamo chiesto perché mai dei ricercatori che vogliono migliorare il mondo debbano esplorare quello che c’è sotto i tombini delle città.

“L’idea è nata un paio di anni fa” ci dice Ratti. “Abbiamo pensato che ci fosse una risorsa nascosta e inesplorata nelle nostre città: i dati sotterranei, quelli contenuti nelle acque reflue. Da qui l’idea di realizzare una piattaforma aperta, capace di monitorare la firma biologica della città”. Una firma che può essere raccolta e analizzata subito, senza dovere aspettare l’arrivo di nuovi strumenti.

Sarà interessante valutare come queste informazioni potranno essere utilizzate per sviluppare delle strategie sanitarie adeguate. In primis potranno sorvegliare il diffondersi di malattie virali, permettendo una risposta immediata e un risparmio in termini di spese pubbliche. In secondo luogo potranno risultare uno mezzo aggiuntivo per lo studio di patologie quali obesità e diabete. Infine si tratterà di uno strumento demografico per una miglior conoscenza delle aree urbane. Ma soprattutto si tratta di un progetto sperimentale, che evolverà a seconda dei risultati che macineremo strada facendo.

 

Harry Lime, interpretato da Orson Welles, fugge per le fogne di Vienna ne Il terzo Uomo.

 

Nel nostro immaginario, le fogne sono un luogo popolato da leggende metropolitane e rifiuti sgraditi. Tuttavia, Underworlds ha sfidato questo paradigma a viso aperto. “L’idea è proprio questa. Ogni città ne nasconde un’altra, quella sotterranea e invisibile. Ci sono molti film incentrati su questo universo semi-parallelo – addirittura molte città stanno lanciando tour guidati attraverso le reti fognarie. È il caso di Parigi, dove il Musée des Égouts raggiunge i centomila visitatori all’anno o di Vienna, che propone un tour ispirato a Il terzo uomo con Orson Welles. Tra coccodrilli, rifiuti, e suggestioni cinematografiche si nascondono anche milioni di informazioni utili. Quelle che abbiamo deciso di indagare per migliorare l’ambiente urbano.

Come spesso accade, al MIT SENSEable City Lab hanno puntato su un team multidisciplinare. “Abbiamo persone da tutto il mondo e con background molto variegati – ingegneri, architetti, designer, informatici, chimici, artisti, scrittori, ecc. La diversità è un fattore fondamentale nelle dinamiche creative: diversità etnica, di provenienza culturale, di formazione, di orientamento sessuale. Tutto contribuisce a creare un gruppo tollerante e capace di esplorare il nuovo rompendo gli schemi consolidati.

La squadra di Underworlds ha avviato alcuni test pilota a Cambridge, ma c’è ancora molto lavoro da fare. “Stiamo ancora analizzando i dati, quindi non abbiamo ancora risultati. Il lavoro comunque è molto vario – non immaginate i ricercatori come ghostbusters che vagabondano per le fogne di Cambridge!

 

Le smart city sono fatte di molti livelli, compreso quello delle fognature.

 

Ma come si fa a valorizzare il tesoro di informazioni contenute nelle fogne? Ratti ci spiega che le componenti tecniche di Underworlds sono tre: un’infrastruttura fisica per la raccolta dei campioni di liquidi reflui; le tecnologie di analisi in laboratorio; gli strumenti per computare e analizzare i dati, necessari a interpretare le ricerche. “In generale si tratta di un sistema ibrido, all’intersezione tra risorse fisiche, digitali e biologiche. Dopo poco tempo ci siamo resi conto che il primo componente non era particolarmente divertente – e abbiamo delegato la raccolta di campioni a piccoli robot che abbiamo costruito ad hoc!

Ratti e la sua squadra hanno davanti tre anni di tempo per estrarre informazioni utili dal microbioma fognario. “Per il momento vorremo proseguire nello sviluppo della piattaforma e di questo primo prototipo. Poi sarà interessante testarlo in luoghi molto diversi e distanti tra loro – a partire dal Kuwait (paese dal quale abbiamo appena ottenuto un importante finanziamento).

Quando gli chiediamo cosa si aspetta dalle smart city del futuro prossimo, Ratti ha le idee chiare: “Una città capace di rispondere meglio alle esigenze dei cittadini – o, come diciamo noi, una città sensibile.

Lorenzo Mannella

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