Il video orrendo che stanno condividendo tutti NON è l’inno ufficiale di Expo

Parlare male di EXPO è garanzia di clic (anche quando si danno informazioni sbagliate)

Society
di Marco Villa facebook 26 novembre 2014 14:45
Il video orrendo che stanno condividendo tutti NON è l’inno ufficiale di Expo

Milan-Expo-2015 copia

Da ieri su Facebook sta girando tantissimo un video: è il video di una canzone che si chiama “Milano è EXPO” e che è firmata da tale Sebax. Come si può facilmente intuire, si tratta di una canzone dedicata a EXPO 2015, l’esposizione semestrale che si terrà da maggio a ottobre 2015 a Milano e che dal 2008 (ovvero dalla designazione della città come sede dell’evento) solleva polemiche di ogni tipo.

Il video e la canzone sono 100% trash e fanno parte di quelle cose per cui si trova sempre qualche fine osservatore pronto a prenderle e a trasformarle in qualcosa in grado di cogliere lo spirito del tempo e l’essenza stessa di EXPO 2015. Non sarebbe certo una pratica originale, ma non ci sarebbe nulla da dire se “Milano è EXPO” fosse l’inno ufficiale della manifestazione. Ma non è così: si tratta solo del video di un tizio a caso che ha trovato il modo di far girare il proprio nome, cavalcando la passione morbosa per il trash e il brutto, per l’EXPO e per tutto quello che di trash e brutto potrebbe avere EXPO 2015.

Per scoprire che il pezzo di Sebax non è stato commissionato, né scelto da nessuno, è bastato chiamare l’ufficio stampa di EXPO 2015: pur non avendo ancora diffuso un comunicato a riguardo, l’ufficio stampa ha dichiarato che “Milano è EXPO” NON è l’inno ufficiale.

Punto, semplice. Quello di Sebax è un video brutto come tantissimi altri, che ha ottenuto clic e visibilità che non avrebbe mai meritato, perché non ha senso analizzare una cosa del genere come se rappresentasse ufficialmente l’immagine di un evento, qualunque esso sia. Questo, però, è stato fatto perché EXPO 2015 non è un evento qualunque: parlarne male è garanzia di clic e allora non contano le informazioni sbagliate, incomplete o – peggio ancora – allusive.

E adesso scusate, ma devo andare a scrivere una brutta canzone dedicata all’Italia, sperando che qualcuno la faccia girare dicendo che è il nuovo inno italiano.

 

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