Spazio, ultima frontiera. Nel 1977 la Nasa lanciò la sonda spaziale Voyager 1 per esplorare il nostro sistema solare e magari per incrociare qualche simpatico alieno, nella sonda, infatti, fu inserito un bel cd con dentro un sacco di informazioni su nostro dna, il nostro pianeta e altro ancora, come se il Voyager 1 fosse una bottiglia con un messaggio dentro gettata in mare. Oggi, 35 anni dopo, e 18 milardi di chilometri dopo, quella piccola astronave senza pilota ha raggiunto i confini del nostro sistema solare, con il suo carico di strumenti ormai obsoleti, ma ancora funzionanti con cui ci trasmette ancora preziose informazioni.
Le ultime informazioni ricevute, trasmesse con la radio da 20 watt di cui è dotata la sonda, hanno impiegato 16 giorni per arrivate sulla Terra e ci dicono che il campo magnetico del Sole è ancora presente e quindi siamo ancora dentro al sistema solare, ma ormai ci siamo, potrebbe volerci qualche mese o forse qualche anno, ma poi saremo fuori e la nostra piccola astronave vagherà probabilmente per sempre nella nostra galassia. Magari la incontrerà Mork, oppure ET, l’importante è che non finisca in mano ai Visitors o Jabba Da Hut, visto che c’é su scritto il nostro indirizzo.
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