TV e Cinema

Millie Bobby Brown ha il diritto di vestirsi e truccarsi come le pare

Millie Bobby Brown, la star di Stranger Things, ha compiuto 16 anni e ha pubblicato un video su Instagram che esprime un inequivocabile disagio. Queste le sue parole: “Sento che il cambiamento deve avvenire non solo per questa generazione ma anche per la prossima. Il nostro mondo ha bisogno di gentilezza e sostegno per far crescere noi bambini e farci avere successo. Gli ultimi anni non sono stati facili, lo ammetto. Ci sono momenti in cui mi sono sentita frustrata dall’inesattezza dei commenti inappropriati, dalla mia sessualizzazione e dagli insulti non necessari che alla fine mi hanno provocato dolore e insicurezza. Ma non sarò mai sconfitta. Continuerò a fare ciò che amo e a diffondere il messaggio per il cambiamento. Concentriamoci su ciò che deve cambiare, spero che questo video vi informi sulle cose che accadono dietro le quinte dei titoli e delle luci dei flash. Non vi preoccupate, troverò sempre un modo per sorridere”.

Nel video, una sequela di titoli offensivi dei giornali e una serie di video di interviste televisive, red carpet e shooting fotografici che sono il contorno necessario al lavoro di attrice. I 16 anni per un cittadino americano sono simili  ai 18 per noi: l’inizio della vita adulta. MBB quella vita l’ha iniziata ben prima, da quando aveva 9 anni e già recitava in tv e nei videoclip, fino alla fama mondiale raggiunta con Stranger Things grazie al personaggio di Eleven (Undici in ita). È ambasciatrice UNICEF e sta mantenendo un equilibrio invidiabile per una ragazza della sua età che da un giorno all’altro è diventata famosa in tutto il mondo, dovendo di fatto rinunciare all’infanzia. Al momento non esistono scandali di nessun tipo sul suo conto, eppure è diventata il costante bersaglio della frustrazione di giornalisti e hater di tutto il mondo.

In questi anni, su MBB abbiamo letto di tutto: adulti che lasciano commenti pedofili, critici che l’accusano di non saper recitare e di essere sopravvalutata, opinionisti che l’accusano per il suo modo di vestire troppo adulto, ogni pretesto sembra essere buono per colpire e (tentare di) affondare una adolescente che ha l’unica colpa di essere famosa.

Giusto in questi giorni è uscito un articolo tutto italiano su un noto magazine in franchise mondiale, in cui il giornalista, tra un un “non sono boomer però” e un “non guardo Stranger Things però”, giudica l’attrice per come si veste, per come usa Instagram e giustifica le battute in cui la paragona a Sandra Bullock o Anastacia per quella o quell’altra scelta di outfit. “Dovremmo essere accusati di bullismo, body shaming e invece è solo la sana preoccupazione dei vecchi”, scrive a un certo punto. Il punto sta proprio lì: un giornalista smaliziato sa bene che un articolo del genere porterà a commenti social offensivi del tipo “Sembra una vecchia e ha solo 16 anni”, esattamente com’è stato.

La parte finale di quell’articolo la ritengo agghiacciante: “Ma lasciatemi commentare le sue fotine da diva quarantenne come un vecchio bacchettone. Lasciatemi pensare: Millie, perché non ti metti a leggere Umiliati e offesi di Dostoevskij, come abbiamo fatto tutti alla tua età? Lo faceva pure Lenù nell’Amica geniale dell’altra sera. Ma figurati se i sedicenni erano davanti a Rai1, in quel momento. Hanno tutti una carriera sui social da mandare avanti”. [fonte]

Nella chiosa c’è tutta la supponenza dell’adulto nei confronti del giovane, la spocchia di chi ripete in loop “ai miei tempi”, il giudizio inappellabile. La ragazza è ignorante perché non legge Dostoevskij come abbiamo fatto tutti a quell’età (Tutti chi? io leggevo Stephen King e andavo al luna park del paese), perché pensa ai social invece che alla cultura. Sembra ci sia in corso una gara a chi farà sbroccare l’attrice teenager famosa per primo, così da poterla giudicare quando si comporterà come Britney Spears nel 2007. “Io l’avevo detto che la ragazza stava crescendo troppo in fretta”, e ancora like, click, un po’ di bullismo mascherato da saggezza popolare, fino allo scandalo successivo.

Millie Bobby Brown ha il diritto di fare ciò che vuole, di vestirsi da adulta, da uomo o da panda, se lo desidera. Soprattutto, ha il diritto di non essere il bersaglio delle frustrazioni di chi (compreso me), la gioventù la saluta col binocolo.  Leave MBB alone, siamo migliori di così.

Simone Stefanini

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