Non è colpa di Gomorra se a Napoli sono in aumento le “stese”

.Sangue Blu, il nuovo boss di Gomorra 3

 

Mentre la terza stagione di Gomorra, la serie tv tratta dal libro di Roberto Saviano in onda su Sky Atlantic si appresta a finire e gli intrighi shakespeariani per le strade e nelle ville di Napoli sembrano poter giungere a una provvisoria conclusione, sembrano in aumento le stese dei giovani napoletani in sella agli scooter per le vie dei quartieri napoletani.

Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris in un’intervista nel programma Un giorno da pecora su Radio Rai ha affermato in sostanza di essere preoccupato per il successo di Gomorra, che secondo lui porterebbe i più giovani a emulare le gesta dei camorristi sullo schermo.

 

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“Ne abbiamo parlato anche in comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, la sera dopo la serie aumentano anche le stese nella nostra città. Noi siamo preoccupati – ha concluso sul tema il sindaco di Napoli – perché si sta abbassando molto la soglia anagrafica di commissione dei reati, con i ragazzini tra i dieci ai quattordici e fino ai sedici anni, che agiscono con coltelli e a volte con pistole”.

Cosa sono le stese di cui parla de Magistris? Si tratta di atti intimidatori che servono per incutere timore, marcare il territorio o lanciare un qualche tipo di messaggio compiuti da orde di giovani sugli scooter che sparano con la pistola in aria a casaccio, colpendo quello che capita. La stesa è quella delle persone che si trovano nei paraggi e si stendono a terra per evitare le pallottole vaganti.

Se avete visto la terza stagione di Gomorra avrete notato che spesso il gruppo di Sangue Blu, formato da giovani criminali vestiti come i rapper, spesso va a fare la stesa nel quartiere, terrorizzando i residenti.

 

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A questo punto dovremmo riflettere approfonditamente sulla distribuzione delle responsabilità, perché una serie tv che si basa su fatti di attualità difficilmente può essere imputata di fare più danni di quanti ne faccia la realtà. La rappresentazione di una stesa non può essere più colpevole di una stesa vera e propria, perché per quanto Gomorra sia una serie avvincente e i personaggi (tutti cattivi) abbiano il loro fascino, resta comunque un atto di denuncia nei confronti della camorra, che governa interi quartieri della città da decenni con la forza e arruola i più giovani per farne criminali.

Non dovremmo cadere nel tranello di attribuire alla finzione, per quanto dettagliata e ispirata alla realtà, responsabilità morali, altrimenti dovremmo ipotizzare che i film horror creino spettatori potenziali assassini, che la musica metal sia quella degli adoratori del demonio e altre banalità che piacciono molto ai censori.

 

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Gomorra è una serie tv che romanza la criminalità a Napoli e ciò che ne esce, al netto del fascino dei personaggi, è un sistema che fa paura, che sfrutta e uccide persone come fossero formiche, senza un minimo di remora morale. Insegnare ai più giovani la differenza tra fiction e realtà, tra Stato e camorra, tra criminalità e legalità, dare loro mezzi per poter aspirare a qualcosa di diverso, occuparsi delle famiglie disastrate per strapparle a una vita violenta, questo dovrebbero fare le istituzioni, evitando di far tornare l’Italia a un clima di censura di cui non sentiamo il bisogno.

Simone Stefanini

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