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Questo borgo italiano ti fa vivere dentro un’illustrazione di Escher

Non ditelo in giro, tenete il segreto, siate discreti e non parlatene con nessuno, neanche con i vostri affetti più cari: perché La Scarzuola è uno di quei luoghi che vanno tenuti per pochi intimi, anzi, per pochi iniziati. Ma che cos’è La Scarzuola? È un borgo visionario, sospeso tra sogno e realtà, in cui sembra di trovarsi a camminare in una illustrazione di Escher.

Si trova in provincia di Terni, a Montegabbione, e si può visitare su prenotazione contattando Marco Solari, l’uomo che completò il borgo nel 1981: quando morì l’uomo che l’aveva immaginato, suo zio, l’architetto Tomaso Buzzi. Sarà Marco a farvi da guida.

 

Una veduta della Scarzuola di Tomaso Buzzi

Tomaso Buzzi, nato a Sondrio il 30 settembre del 1900, fu uno straordinario architetto e designer: prima della seconda guerra mondiale direttore artistico della vetreria Venini di Murano, per la quale disegnò raffinati vasi, coppe e vetri, mentre sempre dagli anni trenta in poi, e nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale fu scelto dalle più potenti famiglie italiane per intervenire su abitazioni entrate nella storia dell’arte o dell’architettura.

 

Una veduta della Scarzuola di Tomaso Buzzi

 

Lavorò per la famiglia Agnelli, per i Pirelli, e se passate da Milano ricordatevi che mise mano anche al restauro della meravigliosa Villa Necchi Campiglio. E anche se passate da Arcore, be’, curò anche il restauro di Villa Casati Stampa.

Affascinato dalle architetture del Palladio, da un neoclassicismo visionario, Buzzi progettò La Scarzuola, un luogo che lascerà volutamente incompiuto, progettando negli anni fino alla sua morte una scenografia di pietra dal sapore rinascimentale, in cui ci si perde in una spirale di pergolati, scale, costruzioni apparentemente illogiche, insensate, ma di cui si intuisce il potente simbolismo.

Della sua Scarzuola Buzzi diceva

 

1° Maggio 1972
Pur vivendo in mezzo alla gente del Bel mondo quasi come uno di loro, e lavorando per i committenti in modo serio e professionale, in verità io vivo una vita di sogno, segreta, in mezzo alle mie carte, i miei disegni, le mie pitture, le mie sculture. E anche la Scarzuola diventa sempre più, in pietra viva, il mio sogno a occhi aperti, sempre più vasto e complesso e ricco di significati reconditi, di allusioni, echeggiamenti, fantasie, cristallizzazioni, incrostazioni, ricordi.

 

Non si dorme come la notte prima dopo essere stati alla Scarzuola. Forse non si dorme del tutto, ma è lì il bello.

Andate pure a visitarla. Ma non ditelo a nessuno.

Se siete curiosi, qui sotto Tonino Guerra racconta il progetto di un film sulla Scarzuola, in un video del 2012.

 

Gabriele Ferraresi

Lavoratore intellettuale salariato

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