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La Villa dei Misteri di Pompei, tra culti dionisiaci e arte spettacolare

Scoperta all’inizio del ventesimo secolo, la Villa dei Misteri sorge nelle prossimità del sito archeologico di Pompei.

Sepolta nel 79 a.C. dagli strati della famosa eruzione del Vesuvio che distrusse la città di Pompei ed Ercolano, la villa prende il nome di Villa dei Misteri per via del culto misterico di Dioniso, di cui gli affreschi documentano le fasi del rituale.

Gli affreschi sono stati dipinti sulle pareti del triclinio (che corrisponde alla nostra attuale sala da pranzo), e rappresentano il rituale di iniziazione femminile al matrimonio o, secondo altre interpretazioni, il passaggio dalla fase puerile a quella adulta delle ragazze nate sotto l’età augustea.

La sequenza pittorica lunga 17 metri e alta 3 metri è sicuramente l’attrazione principale di questa villa ricca di stanze, caratteristica comune per le ville costruite nella Roma di quell’epoca; realizzata secondo lo stile pompeiano, ricopre le quattro pareti della sala, e raffigura ventinove personaggi di dimensioni quasi naturali secondo il genere pittorico della “megalografia”, facendo apparire le figure ritagliate, incollate e private delle ombre, e disponendole a gruppi sopra un podio decorato a finto marmo (quindi dipinto in trompe-l’oeil), situato lungo la parte inferiore delle pareti.

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L’artista anonimo che realizza tale opera nel I secolo a.C., inserisce nella scena pittorica il culto del ciclo dedicato a Bacco, ovvero la corrispondente romana del dio greco Dioniso, dio del vino, dell’ebrezza e dell’estasi religiosi, il quale viene rappresentato solitamente accompagnato dai mitologici satiri e sileni, e le sue sacerdotesse baccanti, che qui completano la scena. Probabilmente la pittura era stata ispirata a un originale ellenistico che rappresentava l’iniziazione delle spose ai misteri dionisiaci, datato fra il IV e il II secolo a.C.

A spiegare il rimando a Dioniso sarebbe la coltivazione delle viti nei pressi della villa, era infatti piuttosto comune che le famiglie abbienti di quell’epoca producessero un proprio vino, olio d’oliva, e altri prodotti.

Inoltre, come in molte abitazioni a Pompei e nelle città vicine, sono stati ritrovati dei corpi pietrificati sotto la lava del Vesuvio.

La Villa dei Misteri, nonostante i vari danni che le sono stati inflitti, grazie agli affreschi che sono riusciti a conservarsi integralmente, resta una delle più ricche testimonianze di pittura Romana.

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francescarusso_

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