Viaggi

Questa mappa rivela quanto ci vuole per imparare tutte le lingue del mondo

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Il mondo non è mai stato così a portata di mano come oggi, tra aerobus low cost e voli intercontinentali di terza classe, anche se non abbiamo messo da parte una fortuna, possiamo comunque viaggiare da un capo all’altro del globo e toccare con mano, come si diceva a suola, usi e costumi locali.

L’unico scoglio potrebbe essere rappresentato dalla lingua, perché se con l’inglese magari un po’ ve la cavate, non è detto che in Azerbaijan ve la caverete allo stesso modo. Che dire poi del cinese o dell’arabo, lingue che oggi come oggi vale sempre la pena sapere?

Il Foreign Service Institute ha creato una mappa suddivisa in 5 categorie di difficoltà, a seconda di quanto tempo ci voglia per imparare a parlare se non come un madre lingua, ma perlomeno in maniera decente una lingua straniera.

Non troverete la difficoltà dell’inglese perché la mappa si rivolge proprio a loro.

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La prima categoria è quella delle lingue che discendono dal latino oppure di quelle che hanno una radice simile all’inglese, quindi tutte le lingue nordiche con una sola eccezione. Entrano nella categoria delle 23-24 settimane afrikaans, danese, olandese, francese, italiano, norvegese, portoghese, rumeno, spagnolo e svedese.

 

 

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Per il tedesco con tutte le sue simpatiche declinazioni, ci vuole qualche settimana in più, precisamente 30 e poi farete i fighi a Berlino come nessun altro.

 

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36 settimane per l’indonesiano, il malesiano e lo swahili, che non sembrano proprio facilissimi da imparare.

 

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44 settimane sono molte, ma le lingue in ballo sono piuttosto complicate. Albanese, amarico, armeno, azerbaijano, bengalese, bosniaco, bulgaro, burmese, croato, ceco, estone, finlandese, georgiano, greco ed ebraico non sono esattamente come imparare what’s your name.

 

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88 settimane, tanto per capirsi, sono due anni. Infatti si parla delle lingue più difficili del pianeta, quelle con un alfabeto diverso dal nostro, suoni e fonemi mai usati e una composizione letterale del tutto propria. La lingua araba ad esempio, insieme al cantonese e al mandarino, entrambi cinesi, in più il coreano e per ultimo il giapponese, che stando a questo schema è la lingua più difficile del mondo.

 

Raffaele Portofino

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