Viaggi

L’Abbazia di San Galgano e la spada nella roccia, luoghi leggendari nel cuore della Toscana

Quando si parla di gita fuori porta, una visita all’Abbazia di San Galgano a Chiusdino, in provincia di Siena è d’obbligo non solo per le assolute bellezze della Toscana che ci invidiano in tutto il mondo, ma soprattutto per toccare con mano un luogo unico in cui si respira la Storia con la S maiuscola e il mistero che avvolge le leggende del Santo Graal e della spada nella roccia.

L’abbazia cistercense di San Galgano è un luogo oggi in rovina, composto solo dalle mura e privo di tetto, meta di flusso turistico in estate e inverno. L’abbazia non ha neanche il pavimento, sostituito dalla terra battuta che in primavera diventa manto erboso. È stata realizzata tra il 1220 e il 1268, periodo in cui in Italia lo stile Romanico si fondeva col neonato Gotico d’importazione francese. La sua forma è a croce latina e il luogo in cui sorge è quello in cui approdò San Galgano un secolo e mezzo prima della sua costruzione. Nel 1700 il tetto dell’abbazia è crollato ed è stato saccheggiato dalla popolazione in cerca di materiali.

Tutte le foto via e via (Wikimedia)

Le sue rovine misteriose e affascinanti sono rimaste intatte e nel 1800 sono iniziati i lavori di restauro: l’Abbazia non sarebbe stata ricostruita, ma i suoi resti sarebbero messi in sicurezza e oggi è un luogo surreale: il fantasma del medioevo italiano. Al suo interno durante l’estate vengono svolti concerti e spettacoli teatrali, e quando la notte è illuminata dalle luci, diventa un luogo magico come ce ne sono pochi altri al mondo.

 

Foto © Vignaccia76

 

Salendo sulla collina grazie alle vie perfette per il trekking, troviamo l’Eremo di Montesiepi: una chiesa a pianta circolare eretto subito dopo la morte di San Galgano e consacrato nel 1185. Questo piccolo edificio è al ventro di numerose leggende, la prima riguarda il Santo Graal, che sembra sia sepolto qui. La forma dell’Eremo infatti ricorda quella di una coppa rovesciata e sembra che al suo interno ci sia una pietra da spostare per accedere alle segrete irraggiungibili in cui è nascosto il reperto più prezioso per i cristiani di tutto il mondo. Va da sé che nessuno ha ancora scoperto la pietra in questione.

 

Foto © pubblico dominio

 

La più famosa particolarità dell’Eremo riguarda la spada nella roccia, un miracolo attribuito a San Galgano. Leggenda narra che il Santo fu portato dal suo cavallo sulla cima di Montesiepi, senza che Galgano potesse fermare l’animale. Il Santo video questo come un segno e volle piantare una croce sulla cima della montagna, ma non avendo legno per crearne una, ha piantato la sua spada nel terreno, in modo che la maniglia e l’elsa formassero il crocifisso. La spada si è subito fusa con la roccia in una miracolosa trasmogrificazione ed è ancora lì, in una teca nel mezzo dell’Eremo. Una volta  un qualche stolto, proprio come Re Artù cercò di estrarre la spada col risultato di romperla vicino all’elsa. Da quel momento non si può più toccare, e ci sembra legittimo.

Se volete trascorrere un pomeriggio avvolti nell’incredibile atmosfera della campagna toscana, tra mito e magia, dovete assolutamente visitare Chiusdino e le sue meraviglie!

Simone Stefanini

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