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Il sito archeologico di Torre Argentina a Roma è il regno dei gatti della capitale

 

A Roma, nella zona di Campo Marzio, c’è uno dei siti archeologici più visitati della capitale: Largo di Torre Argentina. Questo luogo non è caro soltanto ai turisti provenienti da ogni parte del mondo ed è stato scelto come dimora fissa da una comunità di gatti che ormai lo abita stabilmente.

Il sito fu scoperto durante le operazioni di ricostruzione della capitale italiana nel 1929: si tratta di un complesso di 4 templi rinvenuti 6 metri al di sotto della pavimentazione stradale. Il Largo di Porta Argentina, oltre alle rovine dei quattro edifici sacri contiene parte della Curia di Pompeo, il luogo in cui l’imperatore Giulio Cesare pronunciò la fatidica frase: “Tu quoque brute fili mi” prima di trovare la morte nel 44 A.C.

 

Foto di helix84

 

Il sito archeologico fu immediatamente scelto dai gatti randagi della capitale come dimora fissa, le cosiddette gattare hanno fatto il resto e questa colonia felina, che negli anni ‘90 contava poco meno di un centinaio di membri, conta ormai più di 250 gatti.

La cosa ha catturato l’interesse di un’organizzazione di volontari che hanno dato vita ad un programma di sterilizzazione volto a tenere il crescente numero di questi gatti sotto controllo, oltre a prendersi cura di tutti i felini malati che frequentano stabilmente questo sito archeologico.

 

 

Questa folta comunità di mici al momento rappresenta una vera e propria attrazione nell’attrazione e sono sempre più numerosi i turisti che scelgono di visitare questo luogo per fare la conoscenza dei gatti di Torre Argentina, oltre ad avere un contatto diretto con la storia pre-cristiana. Ad un primo sguardo vi risulterà difficile individuare i felini semi assopiti in giro per le rovine sacre, ma, una volta che ci avrete “fatto l’occhio” sarà impossibile non accorgervi che quasi ogni colonna è occupata da gatti estremamente a proprio agio nel prendere il sole o schiacciare un pisolino.

 

Se questo luogo ha già catturato il vostro interesse vi segnaliamo anche il cimitero dei protestanti, altra meta preferita dai gatti della capitale.

Matteo Scotini

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