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Viaggi
di Michele Boroni 11 Agosto 2016

Vacanze Italiane: Livorno, Castiglioncello, e il mare di chi vive al mare

La nostra rubrica dell’estate: dove siamo stati in vacanza fino ai 18 anni?

livorno_boroni  Gif di Gabriele Ferraresi

 

Continua Vacanze Italiane la rubrica dove raccontiamo i posti dove tutti noi siamo stati in vacanza fino ai 18 anni. È il nostro tema libero sull’estate, visto che ormai siamo in periodo di compiti per la vacanze: se volete mandare la vostra vacanza italiana, scrivete a info@dailybest.it. 

È facile parlare di vacanze e isolare perfettamente questo periodo per coloro che vivono nelle grandi metropoli o nelle province nel mezzo del profondo nulla. Lo spostamento verso una località amena significa già, di per sé, vacanza.

Per chi invece vive in una città di mare, ma che non è propriamente un luogo di turismo, i confini si fanno sempre più labili. Qui nella gran parte delle famiglie a ogni fine primavera c’era la fatidica domanda “Quest’estate che si fa? Si rimane qui o si va al mare da qualche altra parte?”. La risposta era quasi sempre “Massi, si rimane, si risparmia, o non ci s’ha il mare anche qui?”. Sì, ma non è la stessa cosa.

Sono nato e vissuto per più di vent’anni a Livorno, città che si può certamente ascrivere nella categoria sopra descritta.

In verità a Livorno ci sono due “mari”. C’è il mare dei Bagni Pancaldi, dei Bagni Fiume, Bagni Lido, stabilimenti balneari in muratura sul litorale della città a due passi dal centro, e poi c’è il “mare vero”, gli “scogli piatti”, scomodi e bellissimi, siti ad appena 5-6 km a sud di Livorno: Calafuria, Castel Sonnino, Romito e quelle altre zone dove finiscono amaramente Gassman e Trintignant con la Lancia Aurelia nell’ultima sequenza de Il Sorpasso.

Ma non divaghiamo.

Tornando alla questione iniziale, anche io come tanti altri bimbi livornesi, finita la scuola, mi fiondavo ai bagni della città, i Pancaldi nella fattispecie, dove il mare non era pulitissimo – il porto è a poco meno di 2 km – il cemento e l’asfalto alle due di pomeriggio erano roventi, ma per molte famiglie livornesi diventano (e lo sono ancora) una sorta di prolungamento della casa o del cortile.

Insomma, lì iniziano più o meno le prime esperienze per tutti i bimbetti labronici. Personalmente i Bagni Pancaldi sono stati il luogo della mia formazione musicale: attraverso le cassettine comprate da Ale, quello che poi diventerà il bassista dello storico gruppo Ottavo Padiglione, ho avuto le mie prime esperienze di Led Zeppelin, Talking Heads e David Bowie.

Certo c’erano il mare, il sole, i tuffi, il juxe box e il “gabbione” (un infernale campetto da calcetto di cemento chiuso in una gabbia dove usualmente si giocava quando il sole si trovava allo zenith), però poi la sera tornavi a casa, e le persone alla fine erano sempre quelle che vedevi tutto l’inverno, solo ignude e parecchio abbronzate.

 

castiglioncello  Gif di Gabriele Ferraresi

 

Ma a casa mia avevamo il trucco. A metà luglio ci si trasferiva nella casa di campagna dove vivevano i nonni materni,  che distava circa 10 km da Castiglioncello, nota località turistica, superchic negli anni ’60, ma che anche negli anni ’80 si dava parecchio da fare. Tutto questo a circa 30 km da Livorno, ma potevano essere 300km, visto che non si vedeva il viso di un livornese, ma solo fiorentini, milanesi, torinesi e pure qualche straniero, specialmente ragazze alla pari.

Un mese e mezzo di grandi vacanze: per una quindicina di giorni frequentavo “quelli di luglio”, villeggianti che avevano preso la casa durante l’intero mese di luglio, poi dal primo di agosto, olé, grande ricambio: nuovi villeggianti, nuove amicizie, nuove cottarelle, insomma niente di nuovo a raccontarlo ora, ma al tempo aveva qualcosa di miracoloso. Avevo il motorino e mi trovavo in quella bella situazione di essere a metà tra il villeggiante e quello del luogo (che però non erano mai visti di buon occhio).

Erano gli anni ’80, la colonna sonora era costituita da Franco Battiato, Wham, Michael Jackson, Gazebo, ma sotto sotto io mi ascoltavo gli Ac/Dc e i primi rap che arrivavano dagli States. Ed ero in vacanza a 30 km da casa.

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