Viaggi

Villa Fogazzaro Roi, un piccolo mondo antico sulla sponda italiana del Lago di Lugano

A meno che abbiate una cattedra di Letteratura Italiana, siate ancora al liceo o vi piacciano gli Offlaga Disco Pax – “Ma abbiamo anche molti ricordi di “Quel piccolo mondo antico”, di Fogazzaro!” – è difficile che il nome dello scrittore Antonio Fogazzaro (1842-1911) vi passi non dico spesso, ma facciamo anche solo una volta l’anno per la testa. È un peccato, perché al di là della sua opera più nota – Piccolo Mondo Antico – Fogazzaro ha lasciato ai posteri anche una splendida villa, che si può visitare: Villa Fogazzaro-Roi, sulla sponda italiana del Lago di Lugano, nel Comune di Oria Valsolda.

Fu la dimora estiva – e non solo – dello scrittore, che, leggo sul sito del FAI, la elesse a “luogo dell’anima“, e la inserì anche all’interno delle sue opere. Opere a volte ambientate in oscuri, drammatici paesaggi lacustri, paesaggi a volte un po’ infidi, come nel caso di Malombra, dove la narrazione anche se non esplicitamente si snoda intorno al Lago di Segrino. Fogazzaro aveva questa cosa per i laghi, per dire gli piaceva un sacco anche quello di Molveno, in Trentino, di cui diceva: “Preziosa perla in più prezioso scrigno”.

Ma torniamo a Villa Fogazzaro Roi: circa a metà del XIX secolo la costruzione, proprietà della parrocchia, passò di mano e fu acquisita dalla famiglia della madre di Fogazzaro. Rimase dei Fogazzaro fino al 1911 – anno in cui Fogazzaro muore – poi passò a dei parenti, in particolare al marchese Roi, che infine la donò al FAI.

Visitarla oggi è un viaggio in quello che era l’alta borghesia ormai ben più di un secolo fa, tra la camera da letto e lo studio dell’autore – stanze entrambe restaurate negli anni ’60 del secolo scorso e riportate alle condizioni originali – mentre gli altri spazi dell’abitazione sono una casa-museo con un percorso espositivo di fotografie, cimeli, piccole cose quotidiane utili e inutili tipiche di una famiglia, agiata, cattolica e tradizionalista del tempo.

È necessario sottolineare la profonda sincerità con cui il Fogazzaro concepì, assimilò e fece valere le sue idee; ricordare che alcuni ambienti dell’Italia borghese e provinciale hanno trovato in lui un pittore finora insuperato; che penetrò a fondo nelle anime complesse dei suoi personaggi; e che insomma il Fogazzaro è, dopo il Verga, il maggiore romanziere italiano dell’ultimo Ottocento” dice la Treccani, e anche Villa Fogazzaro Roi non è male.

Adesso che arriva la primavera potrebbe essere una buona idea per una gita nel weekend, alla ricerca dell’Italia Nascosta che vi abbiamo raccontato negli ultimi mesi: tutte le info per visitarla le trovate sul sito del FAI.

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Gabriele Ferraresi

Lavoratore intellettuale salariato

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