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Le copertine del disagio è la pagina Facebook dei libri finti per persone orribili

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L’internet è il regno delle meraviglie e Facebook ancora oggi può darci in pasto pagine di rara bellezza. Oggi parliamo di Le copertine del disagio, una pagina che in qualche giorno ha impennato come i Booster negli anni ’90 e da 200 like è arrivata a 13mila. Come l’universo, sempre in espansione, così anche il disagio di questi tempi vive un grande momento di gloria e così anche i fake tutorial di Le Copertine del Disagio.

La storia è semplice e di certo non originale, ma pur sempre godibile: si tratta di inventare copertine di libri improbabili e pubblicarle sulla propria pagina. Niente di più semplice eppure basta qualche guizzo geniale per far sì che le Copertine del Disagio si guadagnino un posto nel cuore dei molti disagiati su Facebook.

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Noia, depressione, nichilismo, ansia, tutti argomenti non certo light trattati a livello satirico, perché tutti vorremmo leggere il saggio su “Come raggiungere i propri obiettivi rimanendo a letto: basse aspettative, il segreto per esser felici senza fare un’emerita ceppa. Accontentarsi di quello che capita, come capita, qualora capitasse”.

 

Abbiamo fatto tre domande tre all’admin della pagina, per capire dove ha preso gli spunti per creare tali opere:

Come ti è venuta in mente l’idea di Copertine del Disagio?
L’idea mi è venuta in mente quando ho visto un libro in inglese su Amazon, “Eating People is Wrong”, mi fece molto ridere. Era un periodo che passavo molto tempo con pensieri ossessivi, sprecando appunto tutto il mio tempo. È nata così la prima copertina.

Ci sono pagine o siti da cui hai preso spunto per l’idea?
Certo, ci sono parecchie pagine divertenti in giro che trattano lo stesso tema. Al momento però la mia preferita però riguarda solo le immagini ed è questa.

Ci sono dei libri veri che ti hanno arrecato immenso disagio?
In realtà, la lettura raramente mi provoca disagio, forse perché da disagiato evito accuratamente letture disagianti, mentre sguazzo volentieri nel disagio di registi cinematografici come David Lynch, David Cronenberg o Ingmar Bergman.

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Simone Stefanini

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