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La dichiarazione di sovranità individuale è una sciocchezza senza senso

Niente link, ma questo screenshot dà un’idea

 

Eh sì. Perché Gianfranco Funari diceva: “Se uno è stronzo, non je posso dì stupidino – si crea delle illusioni – je devi dì stronzo!“, e allo stesso modo a proposito della dichiarazione di sovranità individuale vale la pena di usare le parole adatte: è una sciocchezza, una bufala senza senso. Senza alcun senso, smettetela ora di crederci.

Forse ne avrete sentito parlare, forse no, se ne legge in giro a da alcuni anni ormai, ogni tanto si vede ancora su Facebook qualcuno che abbocca: ma che cos’è? La dichiarazione di sovranità individuale sarebbe, per l’appunto, una dichiarazione che ci sfila tutti quei lacci e lacciuoli tipici dell’essere cittadini di uno Stato. Massì, basta tasse, basta multe, basta Equitalia! Ognuno sovrano per sé. E via così.

Grazie alla dichiarazione di sovranità individuale infatti potremmo vivere al di fuori del diritto, piantandola una buona volta di riconoscere lo Stato e le sue leggi, e sottraendoci alla sua giurisdizione.

Ma certamente… ovviamente è pieno di siti complottari che spiegano come fare a presentare questa fantasiosa dichiarazione dal nessun effetto pratico, siti che non vi linkerò, li trovate abbastanza facilmente su Google, volendo.

Ma su cosa si basa l’idea che sia possibile “essere sovrani” da soli? Su una serie di dichiarazioni da consegnare, a seconda dei casi e dalla modalità in cui la bufala gira, in Comune, all’anagrafe, da spedire direttamente al Presidente della Repubblica, in cui si afferma di non essere più cittadini italiani, ma, per esempio, cittadini di Gaia – ovvero del pianeta Terra – e si intimano addirittura condizioni al ricevente: come richieste di risarcimento di cifre deliranti in caso non vengano ottemperate le richieste del sedicente sovrano individuale.

Perché farlo, perché in tanti ancora ci cascano? Ma è ovvio: senza girarci intorno con la fantasia tipica dell’universo gentista, il motivo principale è non pagare più tasse e, in caso se ne abbiano, veder svaporare come meduse spiaggiate i propri debiti. In tempo di crisi è ovviamente una bufala che funziona, del resto, a chi non piacerebbe vedere cancellati grazie a un paio di fogli migliaia di euro di debiti?

Spero vi suoni tutto assurdo, come infatti è: il problema è che c’è qualcuno che ci crede davvero.

Nel 2014 in Sardegna c’era stato chi aveva targato – con tanto di tagliando di assicurazione – la propria auto immatricolandola nel “Regno Sovrano di Gaia”, gesto non particolarmente apprezzato dalla Polizia Locale di Sassari che ha sequestrato il mezzo. Leggete la storia completa su La Nuova Sardegna, è veramente straordinaria.

Un amico di Dailybest, Diego Cajelli, aveva scritto tempo fa un post lungo e approfondito e anche un po’ triste, in cui spiegava perché e come mai la bufala della teoria della sovranità individuale non stia in piedi: è ottimo se volete approfondire le radici di questa follia.

Scrive Cajelli che “La teoria-fuffa della Sovranità Individuale nasce all’estero, in ambienti radicali cospirazionisti vicini all’ultradestra antisemita. Arriva da noi circa nel 2013, e da allora, mano a mano che la teoria veniva smontata pezzo dopo pezzo, ha assunto aspetti diversi, evolvendo e adattandosi ai tempi. Oggi ci sono almeno tre gruppi di “pensiero”, in lotta tra loro, che portano avanti gli stessi concetti in modi paralleli. Su tutto l’impianto para-fanta-legale sovranista pesano enormi errori di fondo, errori che anche uno studente bocciato in diritto potrebbe evidenziare in tempo zero (…) Ci sono richiami al NWO, alle Scie Chimiche, al Grande Complotto delle Banche, all’antivaccinismo e gli Illuminati. Tutte queste teorie trovano un terreno fertilissimo in questi tempi di Relativismo Assoluto“.

Bene. Non è mai troppo tardi per smettere di credere a queste insensatezze: cominciate ora.

Gabriele Ferraresi

Lavoratore intellettuale salariato

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