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Expo 2015: i dispositivi mobili l’hanno trasformata in una vera smart city

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L’esperienza di Expo a Milano ha acceso i riflettori sul tema delle infrastrutture del futuro. E non stiamo parlando solo dei piani per convertire il sito dell’esposizione universale sul cibo in un polo tecnologico per la ricerca. Ci riferiamo all’internet di domani: una rete senza fili veloce che connette le persone tra loro e alla città. Expo è stato anche questo: un esperimento di smart city in tempo reale.

Da cosa si riconosce una smart city? Il primo elemento da valutare è il ruolo di smartphone e tablet durante l’evento. Uno studio dell’Ericsson Consumer Lab ha analizzato la performance del traffico dati su reti 3G e 4G TIM durante Expo, fotografando abitudini d’uso dei dispositivi mobile che sono tra le più diffuse anche in contesti di vita quotidiana: messaggistica istantanea, traffico web, social network ed email.

 

I servizi mobile più utilizzati durante Expo

 

I visitatori hanno vissuto Expo come se fosse il quartiere tecnologico di una smart city. Connettersi, parlare con gli altri e ricevere informazioni in tempo reale sono attività che i cittadini si aspettano dal proprio tessuto urbano. Gli esempi di servizi intelligenti che sbocciano sul territorio italiano sono numerosi: certificati online, bike e car-sharing, banda larga, mobilità integrata, sportelli digitali e monitoraggio ambientale.

Le smart city hanno successo quando ci sono il coinvolgimento delle comunità locali e l’accesso a infrastrutture di nuova generazione. Senza internet veloce non si decolla. Ecco perché servono dei casi studio: i numeri della smart city Expo diffusi da Telecom Italia parlano di oltre 110 Terabyte di traffico dati in cinque mesi, più di cinque milioni di sessioni WiFi con picchi di 20.000 utenti in contemporanea e 21 milioni di biglietti emessi attraverso il cloud. Per fare un paragone, ogni settimana Expo ha prodotto una quantità di dati pari a quella generata dalla città di Foggia.

Per fare una smart city ci vuole internet, ma per fare internet ci vuole anche l’hardware: per Expo sono stati installati 300 chilometri di fibra ottica, 50 antenne per il traffico mobile, 450 server virtuali e 2 data center per un totale di più di 100 Terabyte di spazio d’archiviazione dedicato.

 

Il concerto di Max Gazzè a Expo diffuso con tecnologia LTE Broadcast

 

Le nuove infrastrutture cambiano anche il modo di vivere eventi come il concerto di Max Gazzè, che è stato diffuso durante Expo attraverso tecnologia LTE Broadcast – una soluzione che permette di vedere video mobile con qualità più alta, anche in tempo reale. È la stessa tecnologia che in un futuro prossimo permetterà a media di intrattenimento e social network di distribuire contenuti in alta qualità in aree affollate come concerti, stadi e quartieri metropolitani.

L’esperimento di Expo è terminato, ma le città italiane che hanno preso la strada della smart city sono qui per rimanere. L’approccio dei servizi interconnessi, l’internet delle cose (IoT), le comunità online e il crowdsourcing delle risorse avrà successo solo se i cittadini avranno tra le mani strumenti e infrastrutture senza limiti. L’evoluzione è in corso e non si può fermare.

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