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La pubblicità di una macelleria mostra l’inquisizione carnivora contro la strega vegana

Allora, cominciamo col fare “play” qui sopra e guardare il video: La Bistecca Nera dura poco. Fatto, l’avete visto? Bene, allora possiamo cominciare a parlarne.

La Becjarie è una macelleria storica che si trova in quel di Valvasone Arzere, lungo le sponde del Tagliamento, in provincia di Pordenone.

Qualche giorno fa La Becjarie ha pubblicato il video qui sopra sulla sua pagina Facebook, e come prevedibile è saltato fuori il solito disastro cui siamo abituati da tempo, quando si parla di vegani VS onnivori.

Sinossi? Una giovane e bella strega vegana è oggetto delle attenzioni di alcuni inquisitori. Uomini incappucciati le intimano di smetterla di diffondere la sua “dieta blasfema”, e per costringerla alla conversione dal veganesimo alla carnazza, le infilano a forza in bocca un pezzo di bistecca nera, specialità della macelleria.

Convertita alla carne, la strega non solo apprezza le proteine animali, ma ne vuole pure ancora. Fine.

Va detto che questa volta, qualche motivo in più i vegani per prendersela ce l’hanno: del resto queste cose, da non vegano, da onnivoro convinto, cerco di guardarle e valutarle in questo modo. Se mi prendessero in giro così, come reagirei? Forse me la prenderei un po’. Se fossi vegano, e donna, moltiplicare il “prendersela un po’” a piacimento.

Perché se da una parte il video realizzato per Halloween – con protagonisti i due macellai in prima persona – farà sorridere gli onnivori e ricorderà magari a qualcuno del posto la tradizione locale del Proces a la vecja – in cui un’anziana viene messa al rogo – è difficile ignorarne il sottotesto violento e un po’ – si può dire: un bel po’? – sessista.

 

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Poi per carità, i doppi sensi sono nell’occhio di chi guarda, difficilmente tanti ci avranno fatto caso: io ci ho fatto caso e non mi sono sembrati esattamente di buon gusto, au contraire, proprio bruttini, evitabili.

 

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È tutto il resto a farci sorridere forse – a me mica tanto… –  ma probabilmente per i motivi sbagliati. Perché dare agli altri, ai diversi, delle streghe da mettere al rogo, non è proprio un gran messaggio: anche se lo si fa scherzando. Se non ci abbiamo fatto caso, per me sarebbe il caso di farlo.

 

 

 

Sul Messaggero Veneto se ne leggeva nei giorni scorsi, ma la polemica pare non sia ancora deflagrata fino ai quotidiani nazionali. Nel pezzo firmato da Davide Francescutti c’era una breve dichiarazione di Daniele Comuzzi e Raffaele Cesarini della Becjarie, i quali spiegavano che “Non c’è nessuna intenzione di offendere è tutto realizzato in modo simpatico. Anzi, un cliente vegetariano che faceva la spesa per la famiglia ci ha fatto i complimenti” e viene da credergli, sicuramente è così.

 

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Il risultato finale però è differente dalle intenzioni. Perché giustamente nello stesso pezzo venivano messi in rilievo i lati oscuri, “Quel filmato non rispetta la donna, “Brutto e non rispettoso” e ancora “Da condannare su tutta la linea – commentava sempre al Messaggero Veneto Alessandro Sperotto, della Lega per l’abolizione della caccia Friuli Venezia Giulia – in un’epoca in cui finalmente si rivede la posizione su quelle che erano definite “streghe”, ma che in verità erano soltanto donne per lo più innocenti condannate a morte dagli uomini perché non inquadrate nella morale comune” .

Gabriele Ferraresi

Lavoratore intellettuale salariato

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