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Rossi e neri tutti uguali: incolpare Anastasio non serve a niente

Ve lo meritate Alberto Sordi!, gridava un Nanni Moretti impazzito che viene accompagnato all’uscita dal barista nel film di culto Ecce Bombo. Ai tempi, offendere una leggenda nazionalpopolare come Sordi era come bestemmiare in chiesa. Era la fine degli anni di piombo, c’erano gli ideali e le stragi, le rivolte di piazza e la polarizzazione dell’opinione pubblica. La stessa, estremizzata, che si trova oggi sui social, luogo di scontro per eccellenza, in cui ogni notizia, anche la più sciocca, diventa campo di battaglia.

Tutto questo preambolo serve per parlare del rapper Anastasio, 21 anni, fresco vincitore di X Factor 12, che in questo momento sta sperimentando la gioia ma anche la polemica in seguito a un articolo che scandagliava il profilo Facebook personale di Marco Anastasio (il suo vero nome), alla ricerca delle sue preferenze.

Un’indagine all’acqua di rose che ha mostrato i like del ragazzo, tra cui spiccavano quelli a Matteo Salvini, a CasaPound, a Donald Trump. Proprio lui, finalmente libero dalla residenza forzata nella casa del talent, ha dipanato il mistero alla prima conferenza stampa:

“C’è un caos politico completo, la destra si è ribaltata a sinistra e viceversa. La destra oggi difende i lavoratori, la sinistra è diventata liberista… è un casino. Ho opinioni su fatti di cronaca a volte da una parte e a volte dall’altra, non mi sento di etichettarmi. Sono un libero pensatore. Per me può dire cosa giusta anche Salvini, un’altra volta la può dire Renzi. Guardo a cosa dicono le persone, non a chi lo dice”.

Anastasio rinvia al mittente le accuse di fascismo e si definisce un libero pensatore, che è un po’ la poetica standard dei giovani di fine anni ’10, quelli nati con Berlusconi al Governo, che hanno conosciuto la sinistra con Renzi e  che sono stati allevati a son di Comunisti col Rolex di Fedez e J-Ax o con le strofe “Qual è la differenza tra sinistra e destra, cambiano i ministri ma non la minestra” di Ghali (Cara Italia).

Anastasio è un ragazzo del 1997 che oggi viene giudicato con la solita sassaiola da quelli più grandi di lui, quelli che hanno fatto in tempo a vedere la politica della Prima Repubblica e tutti i successivi tentativi di riformare una classe istituzionale corrotta, quelli che pensavano che il nemico più grande dell’Italia fosse Silvio, per poi rimanere senza fiato di fronte alla sconfitta capitale della ex sinistra e alla spartizione del Paese tra leghisti e grillini. Gli stessi che, come allenatori da casa durante la finale del Mondiale, hanno assistito inermi all’ascesa e al terribile declino di Matteo Renzi, l’uomo che anche ora, in questo preciso momento, tiene in ostaggio l’intera sinistra italiana. Quelli che sono arrivati a condividere i post anti governativi della Carfagna, che danno degl’ignoranti a più di metà dell’elettorato, che a conti fatti qualche tempo fa ha accresciuto anche le percentuali del loro Partito.

Anastasio potrà rimanere simpatico o meno, ma non merita la gogna, così come non la merita Sfera Ebbasta per la tragedia alla discoteca vicino Ancona. Se questa vicenda merita una riflessione, casomai dovrebbe essere quella di quanto è stata deprimente, immobile e autoriferita la politica degli ultimi 20-30 anni. Quella del Mi consenta, Ce lo chiede l’Europa e del Prima gli italiani. Fossi un ragazzo di 20 anni sarei confuso, ho il doppio degli anni e spesso sono confuso lo stesso. Mi rendo perfettamente conto che ho una scala di valori e che una fazione politica spesso non li rispetta, ma a volte non li rispetta neanche quella più vicina a me.

Anastasio ha poco più di 20 anni e nonostante appaia maturo per la sua età e pure spavaldo, come vuole la santa ingenuità di quegli anni lì, non può pagare per chi, gli errori, li ha commessi sul serio. Soprattutto, non per dei like su Facebook, siamo seri.

Simone Stefanini

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