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di Simone Stefanini 12 Novembre 2018

I dolori del giovane Andrea nel primo romanzo grafico de Lo Stato Sociale

“Andrea” è un modo per conoscere il lato meno divertito e più impegnato de Lo Stato Sociale attraverso un graphic novel che non lascia indifferenti

Lo Stato Sociale è una band che ormai conoscono tutti, grazie a Una vita in vacanza, il pezzo sanremese che  ha garantito ai 5 ragazzi bolognesi una notorietà capillare e trasversale, ma soprattutto in questi ultimi tempi grazie ad X Factor 2018, show in cui Logo Guenzi (uno dei membri di spicco del collettivo) è subentrato a fare il giudice al posto di Asia Argento. Fatto il dovuto preambolo, che solo 3 anni fa sarebbe stato d’obbligo, Lo Stato Sociale ha lavorato come collettivo anche a un fumetto lungo, un graphic novel disegnato da Luca Genovese dal titolo Andrea, uscito il 31 ottobre per Feltrinelli Comics. Un modo, il loro, per celebrare un anno di successi ma anche la risposta all’esigenza di esprimersi in altri modi che non si esauriscano con la canzone.

La storia di Andrea, il protagonista che dà il titolo al libro, è tormentata. È il proprietario di un bar nella periferia di Bologna, che occupa tutta la sua vita. Una volta era di suo padre, ma ora è invecchiato e l’ha lasciato al figlio, un ragazzo all’apparenza normale con un dolore dentro che lo mangia dentro. Il bar, storicamente centro nevralgico del paese reale in Italia, non lo aiuta di certo: le persone entrano, gli spiattellano i propri problemi e tutti vogliono avere ragione, come se il bar stesso fosse l’appendice dei social.

 

Una finestra “privilegiata” su un’Italia in cui Andrea non si riconosce più, fatta di qualunquismo, razzismo e caccia alle streghe. Lui vorrebbe scappare, ma qualcosa lo tiene legato a quel luogo e quel qualcosa, che non sveliamo per non incorrere nel temibile spoiler, lo farà andare fuori di testa.

 

Andrea è un fumetto sbilanciato, proprio come la personalità del suo protagonista. I disegni di Luca Genovese (Luigi Tenco. Una voce fuori campo, BETA) sono sghembi e insieme particolareggiati, l’unico colore presente oltre il bianco e nero è il blu che gli conferisce un aspetto glaciale, freddo com’è diventato il cuore del suo protagonista. I testi (curati da Bebo [Alberto Guidetti]) contengono un sacco di spunti sociali e insieme intimi su cui riflettere, per una moderna storia di ordinaria follia, aggiornata all’epoca in cui uno vale uno e tutti pretendono di prendere parola su tutto, col risultato di incrementare l’odio e la confusione. Un mezzo per conoscere il lato meno divertito e più impegnato de Lo Stato Sociale, che chi conosce da tempo sa bene essere parte integrante del progetto.

Andrea – Lo Stato Sociale/Luca Genovese

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