Scenari horror, Photoshop e tante fotografie assemblate insieme. Questa la visione di Jim Kazanjian, un artista che vive a Portland, negli Stati Uniti.
Appassionato di architettura surreale, ha realizzato queste tetre architetture immaginarie con tecnica che potremmo chiamare “iper-collage”.
Proprio come si fa con i pezzi di un enorme puzzle, Kazanjian, per il suo lavoro, si serve di tanti brandelli di fotografie prese qua e là, tra quelle che ritiene più interessanti, e li assembla fino a realizzare l’immagine finale. A volte utilizza anche più di cinquanta fotografie diverse per una sola immagine, senza mai toccare la macchina fotografica.
Questo progetto trae ispirazione dalla classica letteratura horror di H.P. Lovecraft, Algernon Blackwood e altri autori simili, sembra particolarmente incuriosito dagli archetipi narrativi che questi scrittori utilizzano per trasformare il banale in qualcosa di sinistro e premonitore. La casa ad esempio, luogo familiare e accogliente, nelle loro opere diventa spesso un posto oscuro e alieno, in cui risulta difficile anche tornarci a dormire la sera.
E voi ci dormireste qui dentro?
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