Che fine ha fatto il bel design della Apple?

Cerchiamo di capire perché è stata prodotta, nonostante sia orrenda

iPhone-akupank-HERO Kiip - La famigerata cover con superbatteria annessa

 

L’8 dicembre, Apple ha annunciato una nuova cover con batteria che assicura una maggiore longevità di carica ai nostri iPhone. Oltre ad aver ricevuto molte critiche per le prestazioni tecniche dell’oggetto (per molti addirittura inferiore ai modelli già proposti dalla concorrenza), l’azienda di Cupertino si è attirata l’ira di tanti utenti scontenti (eufemismo) per il brutto design della cover. Molti fan e addetti al settore si domandano quindi: “Che cosa è successo al leggendario design Apple?“.

Partiamo da un presupposto: se sapessimo davvero cosa dovrebbe fare Apple con il design dei suoi prodotti, saremmo a capo del design della Apple e non scriveremmo questo post sul Dailybest.

Detto ciò, se dobbiamo dirla proprio tutta, del design della Apple ci interessa abbastanza poco. Quello che troviamo meraviglioso, invece, è che ci poniamo quesiti di matrice escatologica guardando una cover per iPhone (ah già, fa anche da caricabatteria aggiuntivo, scusate). La questione, in soldoni, è che per buona parte degli ultimi dieci anni la Apple non ha venduto solo prodotti; ha venduto una terapia basata sulla tecnologia, per dirla con le parole di Morozov, autore del libro “Contro Steve Jobs“, Codice Edizioni.

 

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Cioè? Più che una questione di design è una questione di branding e funziona da sempre, ovunque, più o meno nello stesso modo. Non siamo così diversi dai membri delle tribù antropofaghe che mangiano il cuore dei loro nemici per incorporarne le virtù: noi ci compriamo un iPhone per essere fighi, grazie ad una presunta proprietà transitiva capace di trasferire i valori di un brand su coloro che ne acquistino i prodotti. Scegliendo un oggetto (o rifiutandolo) compiamo un’operazione finalizzata a mostrare chi vogliamo (o non vogliamo) essere all’interno della nostra comunità. Sì, la costruzione della nostra identità sociale passa anche da una cover per lo smartphone. Ci dobbiamo vergognare? Forse, ma non è questo il punto.

Il problema è che papà Jobs ci ha lasciati orfani, e stiamo scoprendo ora, a distanza di anni, che non siamo ancora pronti ad elaborarne il lutto. Ci dà fastidio che il nuovo battery-case Apple abbia un design abbastanza tremendo non tanto e non solo per questioni estetiche, piuttosto perché vediamo tradita una promessa. Quella del design senza compromessi, della qualità a tutti i costi, dell’idea che non basti essere diversi senza provare a essere migliori. E di tradimento, probabilmente, si tratta: i tempi cambiano, i bimbi crescono, le mamme imbiancano e usano l’iPhone pure loro sempre di più, e a Cupertino lo sanno benissimo. Probabilmente oggi Apple, per reggere i ritmi di crescita micidiali che è costretta a mantenere, ha bisogno di clienti più che di endorser.

 

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Quello dei blogger, dei trend setter, dei design addicted non è più IL pubblico ma UN pubblico. Facciamocene una ragione. E così con un mercato che diventa sempre più ampio e trasversale, il concetto di prestazionalità del prodotto viene per forza rivisto in funzione dell’arena competitiva in cui si trova, e del pubblico a cui è rivolto: strategia giusta o meno, sarà il tempo a dirlo, se vendi quasi 50 milioni di pezzi nell’ultimo trimestre fiscale dell’anno devi porti il problema di avvicinarti a tutti, anche a chi vuole uno smartphone che di decente non abbia solo il design ma anche l’autonomia, non necessariamente in quest’ordine.

 

Michele Bortolami e Tommaso Delmastro, soci fondatori e alla direzione creativa di Undesign dal 2003, e coordinatori del corso triennale di graphic design allo IED di Torino. Lavorando sull’interrelazione tra design e branding hanno dato vita ad un sistema di progettazione strategica definito Undesign, come il nome scelto per la loro agenzia. Aiutano aziende, enti ed editori a costruire e migliorare la propria comunicazione, offline e online. 

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Senza Titolo Serigrafia di VitoManoloRoma

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari VitoManoloRoma Attualmente vive a Milano e lavora come freelance in qualità di grafico, illustratore, animatore e fumettista. Si forma presso il Liceo Artistico statale di Busto Arsizio, poi la compagnia di teatro sperimentale Radicetimbrica e termina gli studi al Politecnico di Milano dove si avvicina al Graphic Design. Durante i primi anni di professione come progettista e illustratore in alcuni studi di grafica milanesi, continua a disegnare e partecipa a mostre collettive di illustratori, fra le quali «Spaziosenzatitolo» (Roma), «Doppiosenso» (Beirut) e «Manifesta» (Milano). Con il collettivo di satira a fumetti L’antitempo fonda l’omonima rivista con la quale vince il Premio Satira 2013 come miglior realtà editoriale italiana. Appassionato di musica africana, afroamericana e jamaicana, colleziona vinili che seleziona con i collettivi Bigshot! e Soulfinger nei locali neri e non di Milano. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di Marino Neri

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Marino Neri Marino Neri è fumettista e illustratore. I suoi libri a fumetti sono Il Re dei Fiumi (Kappa Edizioni, 2008) e La Coda del Lupo (Canicola, 2011), tradotti e pubblicati anche in differenti lingue e paesi. I suoi disegni sono apparsi su riviste nazionali e internazionali e ha partecipato a diverse esposizioni collettive e personali in tutta Europa. Nel 2012 il Napoli Comicon e il Centro Fumetto Andrea Pazienza gli assegnano il Premio Nuove Strade come miglior talento emergente. È attualmente al lavoro sul suo nuovo libro a fumetti Cosmo. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di Alessandro Ripane

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Ripane Alessandro Ripane è nato a Genova nel 1989. Ha vissuto e lavorato in Svezia. A causa della mancanza di animali selvaggi nella città di Genova, Alessandro si è comprato molti libri sull’argomento. A causa della mancanza di supereroi nella città di Genova, Alessandro si è comprato un sacco di fumetti a tema. È diventato quindi un esperto in entrambe le categorie, anche se ora disegna un po’ di tutto, tranne gli alieni, perché non è sicuro di come siano vestiti. Ora è impegnato a combattere la caduta dei capelli, a comporre una sofisticata musica del futuro, a imparare come disegnare gli alieni e a guardare tutti i film sui mostri e gli zombi che non ha ancora visto. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di Luca Zamoc

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Luca Zamoc Luca Zamoc è nato a Modena nel 1986. Sin da piccolo ha trovato ispirazione nei fumetti anni ‘80, nella Bibbia e nell’anatomia umana. Ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti di Milano, dove ha conseguito un titolo in Graphic Design & Art Direction. Il suo lavoro abbraccia diversi media, dal digitale ai muri, passando all’inchiostro, carta e fumetto. Negli ultimi anni ha lavorato e vissuto in diverse città quali Milano, Berlino, Londra, Los Angeles, New York e Istanbul. Oggi vive e lavora a Barcellona. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Macchina fotografica a pellicola 35 mm

Macchina fotografica a pellicola 35 mm, modello vintage. Piccola e leggera, divertiti a immortalare ogni momento in versione analogica. Caratteristiche: Built-in flash Pellicola della macchina fotografica (35mm) Disponibile in Verde, Rosa, Viola, Nero, Blu, Oro, Argento Fonte di energia: 1 x batteria alcalina AAA (non inclusa)   Prodotto spedito dalla Cina. Tempi di consegna: 20/30
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20x30 cm Edizione limitata di 40 esemplari DEM Come un moderno alchimista, DEM crea personaggi bizzarri, creature surreali abitanti di un livello nascosto nel mondo degli umani. Eclettico e divertente, attraverso muri dipinti, illustrazioni e installazioni ricche di allegorie, lascia che sia lo spettatore a trovare la chiave per il suo enigmatico e arcano mondo. Oltre ad avere vecchie fabbriche ed edifici abbandonati come sfondo abituale ai suoi lavori, DEM è stato anche ospite alla Oro Gallery di Goteborg e ha preso parte a esposizioni importanti come «Street Art, Sweet Art» (PAC, Milano), «Nomadaz» (Scion Gallery, Los Angeles), «Original Cultures» (Stolen Space Gallery, London) and «CCTV» (Aposthrofe Gallery, Hong Kong). Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di Virginia Mori

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Virginia Mori Nasce a Cattolica nel 1981. Vive e lavora a Pesaro. Si perfeziona in Illustrazione e Animazione all’Istituto Statale d’Arte di Urbino, esperienza formativa che contribuisce a costruire e consolidare il suo immaginario artistico e che le permette di muovere i primi passi nella realizzazione di corti di animazione tradizionale e nell’illustrazione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Inés Sastre Serigrafia di Alessandro Baronciani

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Baronciani Alessandro Baronciani vive a Pesaro e lavora a Milano come Art Director, grafico e illustratore. Ha lavorato per diverse agenzie pubblicitarie come direttore di campagne a cartoni animati. Le sue illustrazioni sono state stampate per molti brand come Martini, Coca Cola, Bacardi, Nestlè, Audi, Poste Italiane e Vodafone. Lavora per libri per bambini pubblicati da Mondadori, Feltrinelli e Rizzoli, quest’ultima ha anche pubblicato il suo primo libro, Mi ricci!, completamente pensato, scritto e illustrato da lui. Alessandro disegna fumetti. Ha pubblicato 3 libri di fumetti intitolati Una storia a fumetti, Quando tutto diventò blu e Le ragazze dello studio Munari. Per molti anni ha disegnato e pubblicato i suoi fumetti da solo, come un esperimento fai-da-te mai provato prima in Italia: i suoi fumetti venivano spediti in abbonamento e gli abbonati diventano parte delle storie che disegnava. Suona inoltre la chitarra e canta nella punk band di culto Altro. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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