Art
di Marco Villa 16 Maggio 2016

Un corpo sospeso nel blu: le sensuali foto subacquee di Paolo Belletti

Abbiamo intervistato l’autore delle foto protagoniste della mostra In Acqua di Roma

belletti-cover  Foto di Paolo Belletti

 

Provate a chiedere a un fotografo quali siano i suoi incubi peggiori e probabilmente vi risponderà, in ordine casuale: l’acqua e la luce. L’acqua perché le fotocamere non la sopportano, come tutti gli apparecchi elettronici. La luce perché è croce e delizia di quest’arte, con odio e amore che si manifestano quando l’illuminazione è agli eccessi, troppo presente o del tutto assente.

Sfidando questi due nemici, il fotografo Paolo Belletti ha deciso di immergersi in acqua e di allontanarsi dalla luce diretta per realizzare gli scatti della serie Every Moment is a Part of the Process, realizzata per la mostra In Acqua (3 maggio – 12 giugno, Ex Planetario – Terme di Diocleziano, Roma).

Nella mostra, le immagini sono esposte in formato lightbox, per dare ancora più risalto a giochi di luce e atmosfera eterea. Nelle foto di Belletti vediamo una modella vestita di bianco che fluttua con grande leggerezza nell’acqua, con il bianco del suo abito che si staglia sul blu che occupa gran parte delle immagini.

«Every movement is part of the process racconta di un viaggio onirico che ci invita a riflettere sul rapporto dell’Uomo con l’acqua – racconta Belletti – Una giovane donna, madre del mondo, fluttua sott’acqua, vive, si rigenera percorrendo idealmente il suo ciclo di vita. Il linguaggio del corpo immerso in acqua si cristallizza, si amplifica e riporta alla mente la condizione di ognuno di noi in riferimento all’elemento naturale cui più siamo legati. ”Aqua mater”, fonte prima di vita, simbolo di conoscenza, metafora del divenire stesso delle cose avvolge l’Uomo lo culla e lo accompagna attraverso il tempo e lo spazio»

 

La fotografia normalmente è la scelta di cosa tenere in uno scatto e cosa lasciare fuori, ovvero una selezione del mondo che ci circonda. In queste foto invece c’è solo un soggetto nel nulla: è stimolante o castrante come punto di partenza?

Il nulla in questo caso paradossalmente è anche il “tutto” a mio parere, una sorta di microcosmo. L’acqua pur non avendo consistenza definisce e caratterizza il lavoro è un elemento che evoca ricordi quasi ancestrali. Sicuramente è un punto di partenza molto stimolante, sott’acqua cambia la percezione delle cose

 

every_mov ement_is_part_of_the_process#4  Foto di Paolo Belletti

 

Qual è stata la difficoltà più grande dello scattare sott’acqua? 
Lavorare sott’acqua è stata un’esperienza completamente nuova: nemmeno io sapevo esattamente cosa sarebbe successo. Pensa che ho fatto un corso di sub intensivo appositamente per riuscire a scattare senza dover risalire in superficie a respirare. Inoltre ho noleggiato uno scafandro a Cinecittà per contenere la mia reflex. I movimenti sott’acqua si rallentano e riuscire a comporre un ritratto armonico è molto più complicato

E con la luce come hai fatto?
La luce in effetti è la parte più importante. Senza la luce adatta non avrei potuto rendere l’atmosfera quasi surreale che volevo ricreare. Abbiamo organizzato un set con delle luci esterne insieme al Light designer Ariel De Boni, due Arri a fascio chiuso da 2500w che ci hanno permesso di illuminare e creare una maggiore profondità di campo

 

every_mov ement_is_part_of_the_process#2  Foto di Paolo Belletti

 

È un tipo di fotografia che vorresti affrontare di nuovo, magari cambiando elementi o questa esperienza ti ha soddisfatto pienamente?
Mi si è aperto un nuovo mondo sott’acqua e sicuramente farò qualcos’altro in futuro. Il mio sogno sarebbe provare a scattare qualcosa in mare aperto

Il tuo contributo alla mostra ha riguardato anche una sorta di documentazione delle principali fontane e acquedotti romani.
Si ho fotografato anche le camere di manovra di alcune fontane di Roma e i centri idrici dove l’acqua passa prima di arrivare in città. Un percorso fotografico che partendo dall’acquedotto Peschiera (uno dei più grandi al mondo a trasportare acqua di sorgente) racconta tutti i passaggi che l’acqua compie per arrivare alle fontane. Ho scattato quei luoghi che solitamente nessuno vede ma che trovo estremamente affascinante. In questa parte del lavoro che ho realizzato insieme all’aiuto prezioso di Laura Colella di Acea ho abbinato gli scatti delle fontane ai loro retroscena, una sorta di dietro le quinte che mi sembrava molto interessante da raccontare in questa modalità fronte/retro.

 

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Moneyless Nato a Milano nel 1980 Teo Pirisi aka Moneyless. Per anni ha ricercato e investigato i diversi aspetti delle forme e degli spazi geometrici come artista visivo. Dopo essersi diplomato all’Accademia d’Arte di Carrara (corso multimedia), Teo ha frequentato un corso di Design della Comunicazione all’Isia di Firenze. Contemporaneamente sviluppa una carriera artistica che lo porta ad esibire i suoi lavori in spazi pubblici e luoghi abbandonati.Teo è anche graphic designer e illustratore freelance; negli ultimi anni ha partecipato a diverse esibizioni collettive e personali in Italia e nel mondo. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Martina Merlini Martina Merlini, artista visiva bolognese, classe 1986, vive e lavora a Milano. Il percorso artistico di Martina Merlini si snoda multiformemente nel solco dell’esplorazione, coinvolgendo una pluralità di tecniche, materiali e supporti che convergono nella ricerca di un equilibrio formale delicatamente costruito sull’armonia di elementi astratti e geometrici. Attiva dal 2009, ha esposto in numerose gallerie europee e americane. Dal 2010 al 2013, insieme a Tellas, intraprende il progetto installativo Asylum, che viene presentato a Palermo, Bologna, Milano e Foligno. Nell’estate del 2012 viene invitata a partecipare a Living Walls, primo festival di Street Art al femminile, ad Atlanta. Nel dicembre 2013 inaugura la sua seconda personale, «Wax» all’interno degli spazi di Elastico, Bologna, dove indaga l’utilizzo della cera come medium principale del suo lavoro, ricerca approfondita nella sua prima personale americana, «Starch, Wax, Paper & Wood», presso White Walls & Shooting Gallery, San Francisco. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari CT L’opera di CT affonda le sue radici nella cultura del Writing. Dalle prime sperimentazioni, influenzate dagli stili più classici dei graffiti, è passato in modo progressivo ad una ricerca minuziosa capace di cogliere ed evidenziare i cambiamenti del paesaggio urbano. Le fascinazioni ricevute dai graffiti sono tuttavia presenti nelle fasi di questo processo: il soggetto-oggetto della sua analisi, le tecniche utilizzate ed in parte i luoghi scelti per i suoi interventi. L’interesse per il lettering si è quindi trasformato in espediente per lo studio della forma fino ad approdare, oggi, ad una ricerca più ampia relativa allo spazio e alle dinamiche contemporanee. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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