L’imbucato ai Grammy – Il nostro inviato dietro le quinte dello show

Report all’italiana dai Grammy Awards

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di J.N.P. 30 gennaio 2014 16:37
L’imbucato ai Grammy – Il nostro inviato dietro le quinte dello show

Da pochi mesi ho lasciato l’ Italia per venire a vivere in USA un po’ perché mi ero stancato di quello che vedevo in giro e del mio lavoro pagato male e senza nessuna prospettiva e poi perché personalmente ho avuto sempre il mito dell’America. E quando sei una persona che ha un sogno (da musicista), credi che qui sia più semplice realizzarlo.

Beh ragazzi (scusate il francesismo): minchiate! Non è per niente semplice, una su tutte perché sei un emigrato e come tutti gli emigrati per lavorare o per farti assumere legalmente in tutti i campi, compreso quello musicale, devi avere un permesso di lavoro regolare o, altra chance, devi lavorare a nero con il rischio che se ti beccano ti mandano fuori a calci in culo il giorno stesso e senza passare dal via.

Ok lasciamo perdere queste cose non scrivo per annoiarvi con la battaglia quotidiana con il mio personale “American Dream” ma scrivo perché 4 giorni fa ho ricevuto una chiamata con la quale mi si offriva la possibilità di partecipare ai Grammy Awards a Los Angeles. Cioé non è che uno ha fatto un numero a caso o sono stato invitato come addetto ai lavori, quello succede solo nei loro film, sorry, ma semplicemente è successo quello che succede quando partecipi a questi eventi pur non essendo nessuno. Ovvero: devi essere paraculato.

E diciamo che a paraculaggine sto messo bene, in quanto fidanzato con la figlia di un produttore/ingegnere del suono, vincitore di un paio di Grammy negli anni e anche quest’anno in lizza per un premio.
La risposta, come immaginerete, è stata automaticamente positiva per varie ragioni:

1) Perché da musicista lo vedi in televisione e ne senti parlare da anni e quindi esserci live e “aggratis” e’ imperdibile
2) C’è sempre la forte chance di imbattersi in qualche tuo mito musicale e il mio lato da fan isterico non poteva esimersi
3) Ero curioso di vedere come in pochi giorni riescono a creare questo gigantesco circo musicale
4) (Punto più importante di tutti per me e meno per voi ) Perché, durante i 15 anni a Milano, io e i miei amici, per ragioni ancora inspiegabili, abbiamo avuto occasioni di imbucarci ed essere nei classici posti “macheccazzocistoafarequi” e battere loro con “l’imbucata” del secolo non aveva prezzo.

Ecco quindi qualche foto scattata in puro italian style, ovvero nell’illegalità.

Giorno  dei Grammy #1
Ed e’ giunto il giorno, ma prima per un attimo l’angolo del “Non tutti sanno che… e neanche io”. Infatti non sapevo e credo neanche voi che la giornata dei Grammy è davvero molto lunga e si divide in premiazione pre telecast che inizia verso le 12:30 (non trasmessa in tv ma solo su internet, avviene al Nokia Center e di solito è riservato alle categorie come miglior blues, jazz, reggae, musica latina, musical dell’anno), telecast dove il red carpet e le sfilate dei vip iniziano verso le 15:00 (quella che vedete tutti) e party dopo lo show, che inizia alle 20.30 e non ha un limite di tempo. Come si vede ci vogliono 3 biglietti, una guida e aver dormito abbondantemente il giorno prima.

Giorno  dei Grammy #2
E così arrivo al Nokia Center per l’inizio delle premiazioni pre telecast e mi ritrovo una sorpresa: i primi premi vengono presentati da una coppia mai vista Yoko Ono e Ringo Starr (oddio ho impiegato un po’ a riconoscere Yoko Ono perche’ ero convito che fosse Mister Magoo)

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Ma la regina è colei che presenta l’intera prima parte della premiazione, una vecchia conoscenza degli anni 80: Cindy Lauper, anch’essa piuttosto irriconoscibile.

Giorno  dei Grammy #4
Finite le premiazioni del pre telecast mi muovo verso lo Staple Center, dove si trova il red carpet. Il primo che mi passa davanti è Cee Lo Green, uno dei pochi a farmi sentire alto.

Giorno  dei Grammy #5
Mi godo la mia sigaretta e faccio per pochi minuti il paparazzo. Quando Pink mi guarda in quel modo mentre la fotografo ho quasi paura che il sorriso sia un ghigno e sia pronta a darmi un gancio destro.

Giorno  dei Grammy #6
Subito dopo con mia grande emozione e stupore passa Dave Grohl. Emozione perché sono un suo fan sfegatato e stupore perché vedendolo da vicino mi accorgo che é gonfio in faccia in maniera spaventosa… segno che i super alcolici o qualcosina di più stanno cominciando a farsi sentire.

Giorno  dei Grammy #7
Finisco la sigaretta e quasi mi scontro con Steven Tyler, che invece di fare la star e incazzarsi mi sorride mi mette una mano sulla spalla e mi dice “I love you man” io lo guardo un po’ cosi e penso ma “cazzomenefrega!” e gli rispondo ” I love you too man”. Beh, dopo due “I love you” e mezza sigaretta fumata con lui, la tremarella mi passa e parlo con lui 10 minuti in mezzo al delirio delle persone che lo chiamano. Alla fine gli chiedo se posso fargli una foto: “no problem dude what you think i look good?” e si mette in posa. Inutile dire che per me ha vinto lui il mio personale premio simpatia.

Giorno  dei Grammy #9
Superato il red carpet – che non e’ niente di speciale ed e’ anzi noioso visto che non ti puoi fermare neanche se ti viene un infarto secco o ti si slaccia la scarpa – entro dentro lo Staple Center e qui già molte persone si salutano, stringono mani e prendono posto.

Giorno  dei Grammy #10
Prendo posto e dopo 10 min è tutto pieno e una voce fuoricampo inizia a fare il countdown. Si sta per iniziare

Giorno  dei Grammy #11
La prima esibizione e’ di Lorde, talmente vicino che mi accorgo che per un secondo lei non apre la bocca, ma io sento comunque la sua voce. Era tristemente e non so per quale motivo in playback.

Giorno  dei Grammy #12
Inutile dirvi che durante la serata si susseguono star che affiancano il presentatore principale LL Cool J. Qui – da lontano – il signor Jamie Foxx.

Giorno  dei Grammy #13
Durante lo show ci sono i break pubblicitari, durante i quali ci si può alzare e andare in giro, mentre i tecnici smontano e montano scenografie o impianti. Qui stanno per smontare il piccolo palco dove si era esibita Lorde.

Giorno  dei Grammy #14

Giorno  dei Grammy #15

Giorno  dei Grammy #16
La serata va avanti e anche le esibizioni. Apprezzate quelle di Metallica e John Legend, nostalgica tenerezza per quella degli Highway Man Band, supergruppo country in cui militava anche Johnny Cash. Mentre cantano la canzone che dà il nome alla band, Kris Kristofferson dimentica le parole che era solito cantare Cash: alla fine l’hanno portata a casa, ma Johnny manca a tutti.

Giorno  dei Grammy #17

Giorno  dei Grammy #18
Sono 3 le esibizioni che mi hanno colpito dal punto di vista musicale. Due sono in queste foto: trovarsi sopra la testa Pink in versione trapezista non è da tutti i giorni. Un po’ come sentire suonare dal vivo Daft Punk, Pharell Williams, Stevie Wonder e Neil Rodgers, che fanno letteralmente esplodere lo Staple Center. La terza è l’esibizione di Paul McCartney con Ringo Starr alla batteria, ma preso dall’emozione non sono riuscito nemmeno a pensare di fare delle foto e di questo mi scuserete.

Giorno  dei Grammy #19

Giorno  dei Grammy #20

Giorno  dei Grammy #21
Altro momento interessante è quando lo Staple Center si trasforma in una chiesa per l’esibizione di Madonna con Macklemore & Ryan Lewis e Mary Lambert, esibizione che poi si e’ trasformata nella celebrazione di una ventina di matrimoni gay. Forse l’unico momento con un messaggio profondo.

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Giorno  dei Grammy #23

Giorno  dei Grammy #24

Giorno  dei Grammy #25

Giorno  dei Grammy #27

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Naturalmente ci sono state tante altre esibizioni ma io decido di rifare le foto per la “tamarrata on the cake”. Esco dallo Staple Center ed entro nel salone delle feste e mi ritrovo dentro un ambientazione alla “Grande Gatsby” tutto stile Anni 20, attori e attrici che indossano costumi dell’epoca e ogni 10 minuti sfilano nei vari palchi. Mi dicono che, di solito a questo tipo di festa, si rimane poche ore, per poi andare a quelle private in giro per LA. Mi faccio versare un bicchiere di vino e faccio un giro in questa versione di Hollywood. D’altronde per una notte si può anche sognare il problema è il mal di testa del giorno dopo. Cheers.

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