Casoria non è propriamente il più tranquillo dei luoghi dove provare a a costruire cultura, se poi le istituzioni si dimenticano di dare supporto a chi lavora con fatica per portare avanti questo ideale utopistico, rimane ben poco in cui sperare. Così succede che il direttore del museo d’arte contemporanea Antonio Manfredi, insieme al suo staff decida di dar fuoco ad una delle opere presenti all’interno della struttura, così per provare a vedere se qualcosa si smuova, provare a capire se a qualcuno interessa la loro campagna, il loro obiettivo, portare cultura dove questa manca.
La prima ad essere stata sacrificata è stata una delle tele-ritratto raffigurante camorristi latitanti, opere che non sono più al sicuro all’interno del museo, come sostenuto dallo stesso direttore. Infatti nella struttura si è già provveduto a sostituire le tele con riproduzioni fotocopiate. Intanto per continuare sulla linea della provocazione, che sembra rimasta l’ultima strada per smuovere le coscienze di chi dovrebbe vigilare sulla questione, il Cam ha in programma l’allestimento dell’opera “Camouflage”, fatto di sole fotocopie. Cancellare l’arte purtroppo, pare essere diventato l’unico modo per provare ad avere la giusta attenzione.
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