A maggio dell’anno scorso, dal Museo d’Arte Moderna di Parigi, sotto gli occhi svegli di 3 custodi e di svariate telecamere, furono rubati 5 quadretti dipinti qualche annetto fa da artisti mediamente conosciuti: Picasso, Modigliani, Matisse, Braque, Leger.
Il The Art Loss Registry di Londra registrò il tutto sotto la voce “uno dei più grossi furti d’arte di sempre, considerando il valore stimato, l’importanza degli artisti e l’alto profilo del museo “.
C’è voluto un annetto alle squadre speciali di detective per venirne a capo e individuare la banda di 3 uomini. Il primo ad essere arrestato e interrogato, il serbo 43enne Vrejan T, detto ‘Spiderman’ raccontò la semplice dinamica del furto: incappucciato e in solitaria, dopo essersi arrampicato sul muro esterno del Museo ed essere entrato da un vetro dell’arcata superiore precedentemente ‘aperto’ (in due occasioni diverse aveva allentato le viti e rimosso il telaio), ha tagliato le tele dalle rispettive cornici, le ha arrotolate e via, chi si è visto si è visto…. Alla faccia degli inesistenti sistemi di sorveglianza.
Ma il “bello” (?) di tutta la faccenda è venuto allo scoperto in questi giorni.
Jonathan B., il 3° della banda, un 34enne riparatore di orologi, ha raccontato ai detective che dopo che gli altri 2 complici sono stati arrestati in maggio, “si è fatto prendere dal panico e ha buttato le tele in un bidone della spazzatura”. Geniale.
La notizia non è ancora confermata dagli investigatori (in effetti un pò puzza di bufala e maldestro tentativo di insabbiamento). Se fosse vero, il nostro ladruncolo fifone col suo gesto scriteriato avrebbe mandato al macero, secondo le stime, qualcosa come 200 milioni di euro (senza contare l’inestimabile valore storico-artistico delle opere).
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