Nel cuore della notte del 29 dicembre 2025, l’imprenditore genovese Aimen Cherif si è trovato a fronteggiare un episodio che ha scosso la sua attività e la comunità locale.
Dopo aver subito numerosi furti – undici solo negli ultimi mesi – Cherif ha deciso di agire di persona, immobilizzando e legando con fascette uno dei ladri che stava saccheggiando il suo locale. Tuttavia, questa azione di legittima difesa ha portato a un’inchiesta nei suoi confronti per lesioni, aprendo un dibattito sulla tutela dei proprietari di attività commerciali e sul limite della difesa personale.
L’imprenditore che ha fermato il ladro: la vicenda
Aimen Cherif, noto imprenditore genovese, ha raccontato che quel 29 dicembre ha sorpreso il ladro mentre compiva un furto nel suo locale. Dopo anni di furti ripetuti e la sensazione di essere lasciato solo dalle autorità, Cherif ha deciso di immobilizzare il malvivente con delle fascette, consegnandolo poi alla Polizia. “L’ho solo immobilizzato”, ha dichiarato, sottolineando come il suo gesto fosse dettato dalla necessità di difendere la propria attività e la propria persona.
Tuttavia, nonostante l’azione ritenuta da molti legittima, la situazione giudiziaria si è complicata: l’imprenditore è attualmente indagato per lesioni. L’avvocato difensore Fabrizio Maggiorelli ha spiegato che Cherif rischia un processo e una possibile condanna con un risarcimento a favore della parte lesa, che in questo caso paradossalmente è il ladro stesso.
Secondo quanto riferito dallo stesso Cherif, le forze dell’ordine gli avrebbero comunicato che, per agire efficacemente contro i furti, servirebbero più denunce: “Noi sappiamo benissimo chi entra dentro il tuo locale, ma facciamo riferimento alla Procura. Se un furto non basta, due o tre non bastano, spesso ne servono quattro denunciati per poter procedere”. Una risposta che lascia l’imprenditore in una condizione di isolamento e frustrazione, spingendolo a prendere iniziative autonome.

Nonostante le difficoltà, Cherif ha saputo raccogliere informazioni sul sospetto, un uomo nato a Tunisi, e dopo averlo contattato telefonicamente lo ha incontrato di persona. Durante un’intervista con l’inviata di “Fuori dal Coro”, il presunto ladro ha addirittura dichiarato: “Il 29 non ero neanche in giro. Secondo me è una persona che mi assomiglia molto”, alimentando ulteriori dubbi sulla vicenda.
Il caso di Aimen Cherif riaccende il dibattito sulla legittima difesa in Italia, soprattutto nel contesto dei furti nelle attività commerciali. La difficoltà nel tutelare efficacemente gli imprenditori, sommata alla lentezza delle procedure giudiziarie, spinge alcuni a prendere in mano la situazione, rischiando però conseguenze penali.
Questa vicenda evidenzia la necessità di un confronto più ampio sulle modalità di protezione dei cittadini e delle imprese, e sulla capacità delle forze dell’ordine di intervenire tempestivamente in casi di reati ripetuti. Nel frattempo, l’imprenditore genovese resta sotto indagine, mentre i complici del ladro sono ancora a piede libero, confermando una situazione di insicurezza che continua a preoccupare molte realtà locali.
