Ci sono situazioni che sembrano davvero semplici ma nascondono spesso regole molto più complesse di quanto si creda, come nel caso delle agevolazioni universitarie. Spesso presentate come strumenti di equità e accesso allo studio, rivelano invece risvolti inattesi quando entrano in gioco situazioni familiari particolari, come il divorzio.
Dietro cifre e documenti, infatti, si cela una vera e propria giungla di norme, distinzioni e obblighi che possono confondere anche i più attenti. Una rete di vincoli che non sempre premia la chiarezza e la correttezza, lasciando spesso studenti e famiglie disorientati e confusi sul da farsi.
Come funziona davvero l’ISEE Universitario
L’ISEE Università è lo strumento indispensabile per ottenere sconti e riduzioni sulle tasse di iscrizione e frequenza, ma non funziona come l’ISEE ordinario. Non si guarda solo alla situazione dello studente e del genitore convivente, ma entrano in gioco anche le condizioni reddituali del genitore non convivente.

Una differenza che crea dubbi soprattutto nei casi di separazione o divorzio, quando non è immediato capire chi debba presentare il modello e cosa dichiarare. Per le famiglie unite in un solo nucleo, infatti, la procedura è lineare, semplice e di norma coincide con quella legata all’ISEE tradizionale.
Ma quando i genitori non vivono più insieme, la normativa richiede una valutazione diversa. Il figlio maggiorenne deve essere inserito nel nucleo del genitore affidatario. Se convive con un genitore ma è a carico di entrambi, la richiesta spetta al genitore convivente, ma rimane comunque più semplice come procedura.
Diversa è la situazione se il giovane è a carico esclusivo del genitore non convivente, che è a quel punto tenuto a presentare la dichiarazione. Nella compilazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica, il quadro C, modello MB2, diventa fondamentale, qui va specificato che nel nucleo familiare è presente un solo genitore.
Nel quadro D, invece, va barrata la casella che conferma l’esistenza di un provvedimento del giudice, condizione tipica nei casi di divorzio. Proprio questa formalità evita che il genitore non convivente venga automaticamente attratto nel nucleo familiare dello studente, alzando drasticamente il valore finale dell’ISEE Universitario.
C’è poi un altro aspetto spesso sottovalutato, ovvero l’assegno di mantenimento, e il genitore convivente percepisce somme dall’ex coniuge, queste devono essere inserite nella DSU. Viceversa, i redditi diretti dell’altro genitore non rientrano nella dichiarazione, purché sia presente un provvedimento giudiziario che regoli il mantenimento tra gli ex coniugi.
Una sottigliezza che fa la differenza tra rientrare nelle soglie di esonero o accesso alle borse di studio e vedersi aumentare l’importo delle tasse universitarie. Compilare correttamente l’ISEE Università diventa quindi un passaggio ancora più obbligato, non solo per risparmiare sulle tasse, ma anche per accedere ai servizi universitari.