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Indiana Jones e l’Antico Cerchio: un classico contemporaneo

Indiana Jones e l’Antico Cerchio è un videogioco che è già un classico contemporaneo

Quanto è bello Indiana Jones e l’Antico Cerchio! Mi viene da principiare così la mia recensione per il titolo realizzato da MachineGames perché non solo siamo di fronte a uno dei videogiochi migliori dell’anno ma anche ad uno di quei titoli che si presentano già come un classico. Ma andiamo con ordine. Questa esclusiva, temporanea, di Microsoft è infatti un videogioco action di stampo avventuroso e con elementi di indagine e di risolvimento di enigmi veramente realizzato con amore e passione, rifinito in tantissimi dettagli e con un impatto estetico e grafico impressionante. Presentato circa dieci mesi fa, questo Indiana Jones sul momento aveva fatto alzare le sopracciglia a molti ma oggi, pad alla mano, il giudizio si è completamente rovesciato.

Ho giocato la nuova avventura di Indy su Xbox Series X e esteticamente sono rimasto abbagliato. La ricostruzione degli ambienti, infatti, è davvero meravigliosa con una menzione di merito speciale per il capitolo “italiano” ambientato in Città del Vaticano. Questo stage, quello per altro in cui si apre “veramente” Indiana Jones e l’Antico Cerchio è anche quello dove il level design tocca il suo vertice, con una interconnessione delle mappe sublime e di altissimo livello. Di altissimo livello, poi, sono anche gli altri enigmi, che si dividono in quelli che sfruttando la fisica, quello che utilizzano le conoscenze proprie o dello stesso Indy e quelle che combinano questi due fattori. Il risultato è clamoroso.

Meno eccezionale, invece, è il combat system. Se il gunplay è d’autore, è quello di Wolfenstein in toto quindi fantastico, meno bene il corpo a corpo, con un caos che non giova alla pulizia degli scontri che si risolvono, il più delle volte, in un casuale pressione dei tasti. Lo stealth, invece, pur non brillando particolarmente, si porta a casa “il sei politico”, anche se l’IA dei nemici è sempre da settimana generazione videoludica. Peccato.

Per quanto concerne, invece, la trama, senza ombra di dubbio la sceneggiatura è ben scritta, con colpi di scena intriganti e perfettamente in linea con le avventure (non quelle recenti!) di Indy, anche se sul finale un poco di mordente si perde; tuttavia, come forse avrete già capito, il videogioco mi è grandemente piaciuto e a mio avviso si merita un 8.9 che raggiunge un 9 pieno per il level design di Città del Vaticano, tra le cose migliori che ho visto quest’anno. Finalmente il genere action-adventure, che qualche anno fa faceva furore, ha un degno alfiere. Indy è tornato, è giunto il momento di rimettere il cappello (e la frusta) al centro del villaggio.

 

 

Mattia Nesto

Fa che la morte mia, Signor, la sia comò 'l score de un fiume in t'el mar grando

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Mattia Nesto

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