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Italia sfida Google: Volunia rivoluzionerà i motori di ricerca?

Aspettiamo da tempo che dall’Italia (in Italia) parta un sito che possa scalare l’olimpo del web e diventare fenomeno planetario che cambi paradigma. Fino ad oggi i risultati complessivi non possono certamente dirsi confortanti. Eppure qualcuno ha ancora a cuore la missione di portare nel mondo una innovazione digitale “made in Italy”. A provarci stavolta è Massimo Marchiori, docente dell’Università di Padova, che nella sua carriera ha raggiunto diversi successi internazionali, tra Hyper Search, un algoritmo poi acquisito da Google. Insieme a lui, Mariano Pireddu, un imprenditore sardo che da molti anni si muove nell’ambito Internet. La loro idea sembrerebbe improbabile, senza futuro: realizzare un nuovo motore di ricerca. Pensare oggi di entrare in un mercato dove un monopolista (Google) lascia solo alcune briciole ad altri giganti (Yahoo, Microsoft) è un progetto così folle che forse merita di essere seguito con attenzione.

Supportati dalla società E4 Computer Engineering, società emiliana che progetta soluzioni anche per il Cern di Ginevra (dove l’azienda ha installato circa il 30% delle macchine attive nel data center), i due italiani stanno per lanciare il sito Volunia, un nuovo motore di ricerca che aspira a diventare un’alternativa a Google, sfidandolo però con un algoritmo che prevede un’esplorazione del web in modalità completamente nuove. Non si tratta quindi un Google più potente, ma di un progetto che si basa su logiche diverse, forse unico modo per aspirare ad un successo. Come afferma Marchiori “se Google usa la clava, noi opereremo con il fioretto. Emergeremo grazie alla differenza del nostro motore. E perché Volunia sarà davvero utile alla gente, dandole una visione diversa del web“. Mica male come obiettivo. 

Fin qui sembrerebbe tutto interessante, il problema è che le informazioni rilasciate non vanno oltre. Volunia non ha infatti svelato come funzionerà il suo motore di ricerca, ma ha dichiarato che entro dicembre 2011 sarà attivo in 12 lingue. Nient’altro è dato sapere. Si può supporre ad un nuovo algoritmo di ricerca semantico, a strumenti di ricerca basati su forme innovative di intelligenza artificiale, a criteri di ranking rivoluzionari, ma sono soltanto ipotesi, perchè nessuna informazione è mai trapelata. Così come nessuna conoscenza si ha sull’eventuale modello di business, anch’esso, presumibilmente, diverso da quello di Google.

Al momento è ancora possibile iscriversi alla Beta e cercare di essere sorteggiati tra i Power User che saranno gli utenti pionieri del nuovo ambizioso progetto.

Non resta che fare un atto di fiducia, speranzoso che una visione tutta italiana vada a conquistare il mondo. Certo è che l’impresa sembra titanica, basti pensare quanta fatica stia facendo Bing (progetto anch’esso col DNA italiano di Lorenzo Thione) ad emergere nonostante gli investimenti astronomici di Microsoft e le ottime intuizioni su cui si basa il suo motore di ricerca. Immaginare a Volunia come una rivoluzione tutta italiana nella search al momento non costa nulla. Per ora l’unico consiglio, da utente, che si può dare a Volunia è di trovare prima possibile un veste grafica che attualmente si presenta un po’ troppo anni novanta ed amatoriale.

Nell’attesa, potete guardare il video di presentazione rilasciato da Massimo Marchiori per creare attesa e curiosità su Volunia (diciamo che anche nel video, in quanto a capacità di comunicazione, c’è molto da lavorare). Nonostante i dubbi, incrociamo comunque le dita, si sa mai che sia la volta buona. Dai Volunia, provaci.

Stefano Yamato

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Stefano Yamato
Tags: googleWeb

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