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di Fausto Murizzi 18 Agosto 2012

L’aereo più veloce del mondo? Un vero e proprio buco nell’acqua [video]

L’obiettivo finale della sperimentazione non è in se minimamente criticabile: realizzare un aereo in grado di attraversare l’Atlantico in un’ora. Peccato che, come al solito, gli yankee in fatto di grandeur a volte fanno concorrenza ai francesi.

Il vanto della US Army doveva essere questa specie di “razzo missile con circuiti di mille valvole” (citazione per i più grandicelli), progettato per volare a 25.000 metri di altezza ad una velocità Mach 6, ovvero sei volte la velocità del suono. Per capirsi, con un aggeggio del genere (che al momento, chiariamolo, non prevede un pilota alla guida), la distanza Londra – New York potrebbe essere coperta nel giro di un’ora (!). Comodo, per carità, anzi comodissimo, anche se al momento possiamo dedurre, fra le righe, che il primo obiettivo è certamente di tipo militare, visto che lo scopo sembra essere quello di arrivare ad un velivolo in grado di trasportare passeggeri o merci in modo cosi veloce che gli avversari non avrebbero neanche il tempo di reagire.

Peccato che il tentativo di due giorni fa era il terzo della serie e anche questo, come gli altri due, si è rivelato un flop: dopo solo 30″ di volo, l’X-51-A Waverider (il suo nome in codice) è caduto letteralmente in acqua, a causa di un (parole di un tecnico della sopracitata Aeronautica militare USA) “problema di sottosistema” – e a questo punto immagino già le vostre facce attonite.

Per la cronaca, solo a questo giro sono andati in fumo 35 milioni di dollari e il prossimo – se mai si farà – sarà l’ultimo tentativo disponibile.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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