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Nintendo Switch Sports: vince chi si diverte

Dopo averlo provato in anteprima, ho esplorato Nintendo Switch Sports.

Pronti, Volley, via!

 

Che Nintendo Switch Sports sia, letteralmente, un videogioco alla portata di tutti non è solo un dato di fatto ma anche, a conti fatti, la sua ragione d’essere. Infatti, il popolare franchise di casa Nintendo, sin dagli albori della serie nella sua versione per Wii, ha sempre avuto come obiettivo principale quello di allargare, il più possibile, la massa di giocatrici e giocatori in tutto il mondo. Ecco, dopo aver provato per circa quindici ore il nuovo Nintendo Switch Sports, al netto di qualche sbavatura su determinate discipline, ve lo posso dire: la missione è stata compiuta.

Come avete avuto modo di leggere durante l’anteprima di qualche settimana fa, se non lo avete fatto potete recuperare il tutto qui, Nintendo Switch Sports è, se vogliamo metterla dal punto di vista sociologico o storico, se non proprio filosofico, una specie di mosca bianca nel panorama moderno. Proprio la sua natura per tutti, infatti, lo fa essere uno dei pochi che lo fa: dopo poco, ma veramente poco, vi troverete a padroneggiare senza troppi problemi ogni singola disciplina del gioco. Questo perché il sistema di comandi è semplice e intuitivo, ben calibrato coni JoyCon e, non dimentichiamoci, fortemente guidato, almeno ai livelli più bassi, dalla CPU. Ecco, questa è stata, assieme a una resa non molto soddisfacente del tennis, ma di questo ne riparleremo, l’unica cosa meno felice: in discipline quali, ad esempio, il bowling, dove la possibilità di movimento e di “gioco” è abbastanza limitata, avrei gradito un minimo di imprevisto in più anche ai livelli più bassi, diciamo così. E invece il veleggiare è, quasi sempre placido.

Qualcuno ha detto strike?

Tuttavia questo precipuo aspetto è praticamente assente nella maggioranza delle discipline proposte. Proprio come durante il paio d’ore di anteprima, ancora una volta, mi sono follemente innamorato del badminton: in Nintendo Switch Sports il badminton è reso in modo assolutamente sublime, con una cura e un’arguzia tale da rendere una sorta di killer-application. Il sapiente mix tra resa simulativa e gusto per l’arcade è qui, almeno per mio gusto, resa ai massimi livelli. Con la possibilità di effettuare colpi smorzati e una resa, eccellente, dei JoyCon, il badminton è davvero iper-divertente e variegato.

Allo stesso modo anche il calcio, nella sua versione “à la Rocket League” mi è sembrato ben fatto e ben pensato, con un gradiente ludico e buffo tout court molto ma molto gradevole. Meno bene, invece, come ricordato prima, per quanto concerne il tennis che, dopo la ventina di ore passate nelle diverse discipline, posso dire che sia lo sport più “povero” di innovazioni di Nintendo Switch Sports. Senza troppo differenze, infatti, è sostanzialmente quello dei capitoli precedenti. Personalmente avrei gradito un po’ di possibilità in più di movimento del personaggio è, soprattutto, un diverso approccio al differente peso della pallina rispetto al badminont.

Sono tornati i tempi dello split-screen!

Nonostante questo, lo voglio ribadire in conclusione di questa mia analisi, Nintendo Switch Sports è uno dei migliori party/sport-game in circolazione, assolutamente perfetto e stra-consigliato per giocare tra amici o in famiglia. Dopo anni difficili e un periodo certamente non sereno, passare qualche ora lieta su Nintendo Switch Sports è un vero e proprio toccasana per l’anima.

 

Mattia Nesto

Fa che la morte mia, Signor, la sia comò 'l score de un fiume in t'el mar grando

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Mattia Nesto

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