Symphonia è uno dei platform più originali degli ultimi anni.
Sin dai primi trailer Symphonia mi aveva catturato per almeno due motivi. Il primo, principale, era che il setting in un mondo “fatto di musica”, nei quali, quasi letteralmente, si era parte di un grande spartito lo trovavo veramente molto stimolante e il secondo era che si trattava di un platform “pacifista”, ovvero in cui, giustappunto, gli ostacoli da superare, con movimenti “pixel perfect”, erano ostacoli fisici e ambientali ma ami nemici veri e propri nemici in una certa misura da eliminare. Ecco tutte queste sensazioni non hanno fatto altro che acuirsi durante la mia prova pad alla mano, che non solo mi ha soddisfatto ma mi ha fatto proprio innamorare di questo mondo musicale. C’è tanta personalità in questo videogioco che finisce sì per ricordare, da un certo punto di vista Neva o Gris ma, per me, con soluzioni di gampelay estremamente più ispirate rispetto al primo e, soprattutto, al secondo titolo.
Il titolo presenta un’ambientazione veramente molto ispirata, come se si fosse all’interno di un enorme strumento musicale meccanizzato in cui, giustappunto, il cuore è stato distrutto per misteriosi ragioni e quindi l’armonia perduta va recuperata. Per farlo dovremo superare stage sempre più complessi e ispirati, contraddistinti da un level design molto ingegnoso, che sfrutta in 2D “tutte le dimensioni”, con spesso e volentieri il sopra che diviene il sotto e viceversa.
Come Giulia De Martino ha avuto modo di sottolineare nel video di RoundTwo che vedete sopra, la colonna sonora del titolo è, evidentemente, “d’autore” e gli sviluppatori vi hanno prestato particolare attenzione, sia nei momenti più concitati, sia in quelli più rilassati. Infatti trovo che sia l’atmosfera e l’indirizzo artistico la caratteristica migliore di Symphonia che, insomma, non è “soltanto” un ottimo platform, talmente ottimo da meritarsi a mio avviso un 8 pieno con un tre decimali in più per, appunto, la direzione artistica in senso lato: 8.3 è il voto che si merita che per me. L’idea di riportare la musica in un mondo ormai muto è, per me, tanto poetica quanto bella. Giocatelo e ascoltatelo anche.
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