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Una notte con The DioField Chronicle

Complice The DioField Chronicle ho fatto la nottata in bianco. Ma ne è valsa la pena.

Che storia The DioField Chronicle

The DioField Chronicle, almeno a prima vista, non è propriamente un gioco per tutti. Tanto per incominciare, la nuova produzione di casa Square Enix, non può certo vantare chissà quale comparto tecnico avanzato, con una grafica che, anche in modalità “prestazione” non raggiunge certo picchi da next-gen (ma neppure da old-gen) e il sistema di gioco, un robusto jrpg strategico potrebbe allontanare “il grande pubblico”. Beh, dopo averci passato una notte (e se avessi potuto avrei trascorso altre ore nelle artigliate vicende di quel reame lì) ve lo posso dire: a livello puramente “di gioco” The DioField Chronicle non sbaglia praticamente nulla. Ma andiamo con ordine.

Facendo un piccolo “azzardo” potremmo definire The DioField Chronicle come ispirato da una filosofia “nintendiana”, ovvero “easy to learn, hard to master” visto che il titolo, grazie anche ad un accurato ed elegante tutorial, non getta la giocatrice o il giocatore nel mondo di gioco senza coordinate ma, anzi, mette in mano a loro tutti gli strumenti, almeno quelli principali, per intraprendere i primi passi. Ho provato il titolo in difficoltà “normale”, quella consigliata dagli sviluppatori, e ho particolarmente apprezzato la curva di difficoltà di cui sopra: i combattimenti, in maniera veramente molto armoniosa, pian piano diventavano sempre più sfidanti, costringendomi a dover pianificare con maggiore accuratezza le mie mosse, studiare con più attenzione il campo di battaglia e sfruttare con cura i cool-down delle varie mosse.

La pianificazione è la filosofia che muove The DioField Chronicle

Se dovesi infatti scegliere una e una sola parola “guida” per presentare questo titolo sarebbe appunto “pianificazione”: The DioField Chronicle  è un gioco in cui, mai e poi mai ci si deve gettare a capofitto nell’azione ma, anzi, più si pensa più si hanno soddisfazioni. L’intero mood del videogioco, in fondo, ti spinge proprio a fare questo: osservare, studiare e anticipare le, possibili, mosse altrui. Da questo punto di vista l’IA nemica, pur non brillando, almeno al momento, per una “cattiveria” particolarmente crudele, mi ha sorpreso a più riprese: il cono di visione dei nemici, ben segnalato, permette sì tattiche “stealth” ma una volta che si è visti, bisogna “rimboccarsi le maniche” e non perdere, mai, la calma.

Se dal punto di vista del gameplay non si può proprio dire nulla ma fare i complimenti e se invece la grafica pecca di un’anzianità evidente, l’art-design, il charachter-design e, soprattutto, le ost sono da “cinque stelle Michelin”. Come avete potuto ascoltare dal main theme, infatti, questo rpg tattico si sottolinea per delle musiche di clamorosa bellezza, frutto di un grandissimo lavoro da parte dei compositori (che hanno rilasciato un’intervista molto interessante disponibile qui).  The DioField Chronicle, che ho provato nella versione per Xbox Series X (è disponibile multipiattaforma), è insomma un gran bel videogioco, non esente da difetti ma che è “bello” esca in un mercato come quello odierno, troppo spesso schiacciato in logiche che prediligono solo e soltanto pochi generi. Se, insomma, avete voglia di fare una specie di partita a scacchi fantasy con, in più, la possibilità di vivere una storia avventurosa e potente, questo è il gioco che fa per voi!

 

Mattia Nesto

Fa che la morte mia, Signor, la sia comò 'l score de un fiume in t'el mar grando

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Mattia Nesto

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