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Come (avrei potuto) rintracciare la bici rubata

Inevitabile premessa a questo articolo: qualche mese fa mi hanno rubato la bici in stazione. Un classico, lo so. Ormai è andata. Ciao.

Se almeno una volta nella vita ti hanno rubato la bicicletta o se sei di quelli che una volta al mese non trova le chiavi di casa, allora potresti avere bisogno di un Trackr, ossia un dispositivo elettronico grande più o meno come un “bottone”, che puoi appiccicare alle cose che non vuoi perdere e che, tramite una app, ti permette di rintracciarle su una mappa.

Vi avevamo già segnalato questo progetto ben tre anni fa, quando era ancora una campagna di crowdfunding su Indiegogo, ora è ormai un prodotto consolidato che si sta diffondendo in tutto il mondo e potete trovarlo su Amazon (due bottoni circa 100 euro).

Come funziona? In realtà non è un GPS vero e proprio, ma è un congegno che comunica tramite bluetooth con i cellulari che hanno installata l’app di TrackR, in pratica tutti i possessori dei “bottoni”. Per funzionare, quindi, c’è bisogno che qualcuno con l’app passi a qualche metro di distanza di un bottone, così il bottone invia un segnale alla app e la app comunica al server centrale la posizione del bottone.

Insomma, una specie di GPS distribuito permette la localizzazione dei bottoni di tutti. Cioè più gente acquista e gironzola per la città con il cellulare in tasca, più il territorio è coperto.

Se lo usi per ritrovare le chiavi in casa (e se non hai un castello) non serve usufruire dell’aiuto degli altri utenti, fai solo un giro per tutte le stanze e sulla mappa comparirà il tuo bottone. Ma se perdi una bici in una città, gli altri utenti potrebbero contribuire a recuperarla. E ciò è molto bello.

Sul sito di TrackR è anche disponibile una mappa per verificare la copertura del servizio e, insomma, a Milano un po’ ce ne è, quindi se l’avessi comprato prima, forse ora riavrei la mia bici.

Immagine della copertura su Milano del crowd GPS di TrackR

 

Copertura di Roma del crowd GPS di TrackR

 

[via amazon.it]

Giulio Pons

Ingegnere del software, ha superato i quaranta ed è un papà felice. Vive internet come la normalità. Ha fondato Rockit.it e Dailybest.it e lavora a Better Days come programmatore e responsabile dell'area tecnologica.

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