Idee regalo

Tutti i giochi degli anni ’80 che rischiano di estinguersi per sempre

L’isola di fuoco

 

Vi sarà capitato di tornare nella vostra casa d’infanzia e ritrovare i vostri vecchi giocattoli. Tempo fa mi sono fatto un giro in solaio per vedere se i miei LEGO erano ancora dove li avevo lasciati e c’erano tutti: il Galeone dei pirati, il Castello di Robin Hood e la moto da Cross della Technic.

I pezzi erano tutti mischiati in un unico scatolone ma mia madre – santa donna – si è preoccupata di conservare i libretti di istruzioni, ognuno in una cartellina diversa. Poco più in là c’era un pezzo di legno con delle tacche sopra. “Quello è un fucile ad elastici” – mi ha detto lei – “L’ha ritrovato papà nella casa vecchia, ci giocava da piccolo. Dovevi tenere l’elastico nel primo buco e tirarlo fino alla prima tacca, dopo sparavi”.

 

Pura preistoria, insomma, ma probabilmente tra non così tanti anni lo saranno anche molti dei giochi più amati da chi è nato negli ‘80. Ad esempio:

I walkie talkie

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Secondo un sondaggio fatto da Vouchercloud ad aprile dell’anno scorso, su un campione di quasi 3000 genitori, il 53% dei bambini sopra i sei anni possiede un telefono cellulare. Fin dall’infanzia, quindi, oggi i bambini crescono con la sicurezza che saranno sempre connessi e che potranno comunicare con gli altri a distanza con estrema facilità. Che era poi il motivo per cui, da piccolo, io e i ragazzi del mio cortile ci divertivamo con i walkie talkie: non era tanto fingere di essere delle spie che fanno missioni impossibili ma proprio la magia di sentire quella voce, non importa quanto realmente distante, confusa tra le mille interferenze radio e disturbata dalle pile che si scaricavano.

 

Le figurine

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I numeri dicono che le vendite non sono in calo anzi, la Panini – l’azienda italiana produttrice delle mitiche figurine dei calciatori – sta continuando a vendere bene, ma davvero non riesco a capire cosa ci troverà un bambino del futuro nell’andare all’edicola, comprare un pacchetto e sperare di trovare proprio la figurina mancante per completare l’album. Google ormai ci ha educato a cercare le cose e a trovarle subito, non ad aspettare e sperare nella fortuna.

 

Il tricky traps

 

Con un solo tasto  dovevi pilotare una pallina di ferro senza farla uscire dal percorso. Dovevi  scavalcare ponti, saltare su basi rotanti e sfruttare le calamite nel momento esatto. Nonostante fosse complicatissimo, è niente rispetto a certe app rompicapo che si possono trovare su smartphone e tablet.

 

I soldatini

Non permettevano alcun movimento, nascevano in quella posizione e così rimanevano per sempre. Richiedevano uno sforzo di immaginazione notevole: tu li guardavi sul tappeto della tua cameretta ma, in realtà, vedevi sempre una battaglia diversa con esplosioni, spari e molti feriti. Non dico che i bambini di oggi non abbiano più fantasia, ma è chiaro che quella guerra e Call of Duty siano due cose completamente diverse.

 

Il giochi d’avventura in scatola

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Molti giochi in scatola proponevano prima di tutto un’idea di avventura. Brivido, L’isola di fuoco o Hotel non erano altro che una versione più evoluta del Gioco dell’oca ma promettevano anche qualcosa in più. Come per i soldatini, ci portavano con l’immaginazione in posti fantastici a compiere imprese formidabili. Il tutto è finito con l’arrivo della playstation: non solo l’esperienza era più completa ma non rischiavi nemmeno di perderti tutti quei pezzettini che, puntualmente, rimanevano fuori dalla scatola.

 

 

I pattini a rotelle

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Se sono spariti non è colpa delle nuove tecnologie, semplicemente sono arrivati i Rollerblade e li hanno spazzati via dal mercato (o semplicemente dalle liste dei desideri dei ragazzini). Ma non erano bellissimi? È forse la cosa che rimpiango di più degli anni ’80.

Sandro Giorello

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Sandro Giorello

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