Discepoli, una storia non per deboli di cuore
Discepoli, il volume di di David Birke e Nicholas McCarthy per le illustrazioni di Benjamin Marra colpisce al cuore.
C’è un momento in cui, quasi, non si riesce più ad andare avanti in Discepoli, il fumetto portato in Italia da D Editore firmato da di David Birke e Nicholas McCarthy per i, bellissimi, disegni di Benjamin Marra. Le ragioni di questa repulsione, che però non raggiunge mai il punto di non ritorno, ma che anzi è un elemento di fascino, è dovuta in primis al tratto di Marra, veramente sublime, nel più puro orrore espresso e poi nella storia, che definire artigliata è un eufemismo. Discepoli è un’intelligente e audace rilettura di una certa letteratura, cinema e musica dei primi anni Settanta californiani, quelli della “Mansion’s Family” per intenderci, dove satanismo, cultura hippie e, perché no, voglia di vivere più intensamente e al massimo grado si univano in una miscea esplosiva. Aggiungeteci, a questo, determinate derive soprannaturali, che non voglio svelarvi perché non voglio rovinarvi la sorpresa, e avrete questo Discepoli: roba incendiaria, insomma. Una specie di Once Upon a Time in Hollywood ma in salsa, ancor più, horror per intenderci.
In fondo, anche grazie all’ottima traduzione di Alice Amico , Discepoli oscilla su in un filo che, in fondo, divide l’horror di genere dal grande horror: ovvero la paura e la seduzione. Paura e seduzione qui si mescolano via via che la vicenda prende piene, una vicenda che, come è di moda dire oggi, tiene assieme più tempolinee contemporaneamente in un racconto che, per onestà intellettuale, non è sempre facile da seguire e da comprendere ma che, appunto, come affermato all’inizio del pezzo, non porta mai la lettrice o il lettore a staccarsi, anzi. La spirale, di sangue, di orrore e di mistero avviluppa totalmente chi entra nel vortice di Discepoli. Una forza, fisica proprio, insondabile reca con sé questo fumetto che inizia, all’apparenza in modo dissonante ma che poi, via via, fa proprio paura.
E attenzione, ve ne prego: il dato del fare paura non è qualcosa di banale ma che, specialmente nel fumetto contemporaneo, sempre meno si tocca con mano e si guarda con occhio. Invece Discepoli ci riesce (e pure alla grande) e lo fa con una fortissima personalità. D Editore, a conti fatti, ha portato in Italia un grande fumetto tout court, al netto del genere di appartenenza.
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