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La gioventù di Mickey: Topolino all’ennesima potenza

Con La Gioventù di Mickey Tebo ci regala un “futuristico” ritorno alle origini per Topolino.

La copertina de La gioventù di Mickey

Ma quanto è bello La gioventù di Mickey, albo di Tebo appena pubblicato per Panini Comics. Non ho altri modi che iniziare così, con una constatazione che per me è un, assoluto, dato di fatto di fronte a quest’opera che riesce al tempo stesso a far tornare Topolino alle proprie origini e a lanciarlo nel futuro. Ma, andiamo con ordine. Tebo è, senza ombra di dubbio, uno dei nomi del fumetto umoristico francese più interessanti e nelle avventure che compongono questa raccolta (pubblicata in un’ottima ed elegante versione da Panini) sprigiona tutta la sua verve dissacrante e divertente. Tramite un tratto che è sì rapido e guizzante ma anche preciso e abile nel tratteggiare scene di grandi dimensioni, con le splash-page che arricchiscono ogni singola storia, Tebo pone come cornice e innesco dei suoi racconti un dialogo tra un Topolino molto anziano, e abbastanza rimbambito, con un giovane, anzi giovanissimo pronipote. Ne viene fuori così una specie di “nonnetto” che racconta, giustappunto, al proprio nipote le sue “avventure da giovane.

Le celebri splash-page de La gioventù di Mickey

E allora, in perfetta continuità con la tradizione della Disney degli albori (o per meglio dire delle prime storie con protagonista Topolino) ecco che Mickey è protagonista di una ricerca del tesoro nel vecchio West, quindi in una rocambolesca esplorazione dei fondali del bayou e, quindi, diventa addirittura un “fuorilegge del cioccolato” (con un chiaro homage alle gangster-story del proibizionismo americano) fino all’esplorazione lunare. Tutto viene rielaborato nello stile di Tebo, uno stile grafico che si riflette nella sceneggiatura, sempre rapida, iper-divertente e piena zeppa di situazioni al limite che conquistano il lettore. Addirittura, mi stavo quasi scordando, c’è un bellissimo racconto pacifista all’interna di questa raccolta, con un Mickey intrepido pilota di aerei durante la Prima Guerra ma in qualità di…pilota-pacifista! Ma non c’è storia che si rispetti senza un villain ed ecco che qui il villain è interpretato da un Pietro Gambadilegno assolutamente fedele all’interpretazione originale, ovvero un gattone lestofante, manesco e viscido con Topolina. Insomma, lo avete capito: La Gioventù di Mickey è Topolino all’ennesima potenza. Con anche le comparse di Pippo e Paperino!

Mattia Nesto

Fa che la morte mia, Signor, la sia comò 'l score de un fiume in t'el mar grando

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