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NapoliTopor: per fare arte bisogna essere dei bravi bugiardi

NapoliTopor di Tonino Risuleo e Fulvio Risuleo per Add Editore è un gioiello multiforme e unico nel suo genere.

La copertina di NapoliTopor

Ma che meraviglia, e stupore continuo, che ho provato ad ogni pagina nel leggere NapoliTopor di Tonino Risuleo e Fulvio Risuleo pubblicato da Add Editore. Un volume che esonda in fatto di creatività e di scelte uniche nel loro genere, partendo, da un certo punto di vista, da un dato di fatto reale: ovvero l’inseguimento tra Napoli e Bologna del “fantasma” di Roland Topor, il geniale artista, realmente vissuto, che tra le tante opere ha anche realizzato l’allestimento dello mitologico spettacolo Le Grand Macabre. Risulei padre e Risulei figlio, in un perfetto specchio tra vita e arte, si mettono così all’inseguimento del funambolo francese e, come ogni artista che si rispetti, lo fanno mescolando verità e fantasia. Ad esempio Le Grand Macabre  è sì uno spettacolo veramente andato in scena ma non a Bologna bensì a Napoli. Eppure solo Napoli, per il coté magico e “luciferino”, oltreché, per ovvie ragioni, sulfureo, era il palcoscenico ideale per la messa in scena di questa piece a fumetti.

Una pagina di NapoliTopor

I Risulei infatti, d’ora in avanti li chiamerò così, in questo gioco a specchi di padri e di figli ci mostrano come l’ossessione, in senso positivo, per una forma d’arte o un artista possa tracimare nella vita, dandole più sapore, dandole più corpo e dandole, perché no, più nuvole dove potersi librare nell’aria. Infatti gli incontri, le chiacchierate, i passi falsi che i due si ritroveranno a fare in una Napoli magica&mistica sono sempre e comunque dettati da Topor, un uomo-chimera che tanto più sfugge tanto più è presente, tanto più è stupefacente quanto più diviene famigliare e, infine, tanto più è più facente farte di questo piano astrale quanto più si para innanzi ai nostri due protagonisti e a noi stessi lettori. Un tratto, quello di questo fumetto, ora leggero ora marcato, bianco&nero sempre, a parte un, gustosissimo, momento a colori, che fa risaltare i sentimenti e le pulsazioni dei personaggi, in una storia surreale e impossibile ma che, forse proprio per questi motivi, sentiamo tanto nostra, tanto cara, tanto vera. Una bugia che diventa una verità che si scopre essere una menzogna fatta ad arte: così è stata, forse, la vita di Topor e così è NapoliTopor. Un vulcano di arte, un cuore ardente di burattino, una maschera buffa a fumetti che ride come una iena.

Mattia Nesto

Fa che la morte mia, Signor, la sia comò 'l score de un fiume in t'el mar grando

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