Ecco Blue Box
Blue Box e la ricetta, perfetta, per la commedia romantico-sportivo.
Raccontare Blue Box di Kouji Miura, pubblicato in Italia da Star Comics (anche nella versione a cofanetto che racchiude i primi due volumi) è davvero molto semplice ma non per questo banale. Infatti il manga che in Giappone ha riscosso un grande successo ci mette di fronte, sin dalle prime tavole, tutti gli ingredienti della commedia romantico-sportiva per eccellenza. Siamo infatti alle superiori di un istituto giapponese “normale” con, per protagonisti, un ragazzo e una ragazza animati da una medesima passione per due sport differenti: Taiki, infatti, pratica il badminton mentre Chinatsu è una vera e propria promessa del basket giovanile.
Ecco Taiki è, ormai da un bel po’ di tempo, innamorato della stessa Chinatsu, ragazza molto popolare a scuola oltre che bravissima nello sport. Ovviamente, come in ogni commedia romantico-sportiva che si rispetti, nonostante i due inizino la storia molto distanti fra di loro, saranno destinati, più prima che poi, ad incontrarsi. Come avrete capito, almeno per quanto concerne il primo volume, a colpire non è tanto la trama quanto il sapiente dosaggio degli ingredienti. Grazie a un tratto pulito ed elegante Kouji Miura rende Blue Box una specie di killer app per tutte e tutti gli appassionati del genere: c’è il ragazzo timido e impacciato ma animato da un grande sentimento, la ragazza bella ma insicura, l’amica del cuore che forse potrebbe essere più di un amica, il conoscente cinico ma dal buon cuore, insomma tutta quella serie di personaggi iconici che abbiamo imparato a conoscere nel corso delle nostre letture o visioni di manga e anime.
Eppure, proprio il perfetto dosaggio di questi ingredienti e cliché narrativi, rendono Blue Box un ottimo esempio di storia tecnicamente perfetta, da leggere in modo “leggero” ma non per questo superficiale. Intendiamoci: avrei gradito qualche linea cinetica in più e un impegno generale maggiore durante le, ahinoi, poche sessioni di sport “vero” all’interno del manga, ma è evidente che Kouji Miura non aveva proprio questo in testa come suo focus. Invece di una schiacciata o di una volée a dominare qui sono le piccole intermittenze del cuore. E non è che sia questo gran peccato eh!
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