Federico Babina immagina le case dei musicisti partendo dalle loro canzoni

Quando la musica si mescola in modo fantastico con l’architettura

Musica
di Sandro Giorello facebook 17 febbraio 2016 17:50
Federico Babina immagina le case dei musicisti partendo dalle loro canzoni

jimi-hendrix federicobabina.com - L’ipotetica casa di Jimi Hendrix

 

Federico Babina è un designer Bolognese che vive a Barcellona, avevamo già parlato di lui in passato. Nutre una grandissima passione per l’architettura e la mescola ad altri campi: gli piace immaginare come sarebbero gli interni degli alloggi dei supereroi, si è inventato un ipotetico Kamasutra per palazzi e ha creato un bellissimo sito animato dove vediamo case pensate apposta per alcuni dei più importanti registi della storia del cinema.

 

015_bjork-01_905 federicobabina.com/ - La casa di Bjork

 

L’ha fatto anche con il mondo della musica: ha scelto alcune delle sue canzoni preferite e, facendosi ispirare dalla musica e da come le note si posizionavano sul pentagramma, ha creato le abitazioni che meglio le rappresentano.

“La sfida é lasciare che le note disegnino un’immaginaria architettura seguendo il ritmo della fantasia” – ha commentato il designer – “Dare forma luce e colore alla musica ed ai suoi interpreti. Musica e architettura sono intimamente unite da una connessione cosmica. Entrambe sono generati da un codice e da un ordine basato sulla matematica e sulla geometria”.

 

011_david-bowie-01-01_905-1  La casa di David Bowie

 

In questa ipotetica compilation di case potete trovare gli artisti più diversi: Amy Winehouse, BjörkPhilp Glass, Manu Chao, oltre a band come Radiohead, Joy Division, Beatles e altri ancora. Non poteva mancare anche un tributo a David Bowie, scomparso tragicamente lo scorso gennaio: “Volevo raccontare una storia a partire dalla colonna sonora, ascoltare la musica e immaginare le forme nascoste dietro di essa, farmi guidare dall’udito e non dalla vista per concepire forme e architettura” – spiega Babina – “Una piccola architettura fatta di piani differenti e diversi strati successivi che potessero riflettere lo spirito camaleontico di Bowie”.

 

 

FONTE |  wired.it

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